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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
intervista

Anna Maria Togneri: “Sono nata sulla Strada Ducale, oggi mi batto per la sua valorizzazione”

Un megafono per le valli, una voce per dare lustro e nuova vita ad una strada storica, che collega la Lucchesia a Modena: lei è Anna Maria Togneri.

Classe 1949, da sempre abitante e “combattente” per la Strada Ducale di Maria Luisa di Borbone, oggi Strada Provinciale 56, Anna Maria racconta a La Gazzetta del Serchio il suo impegno come presidente del comitato che, dal 2012, si occupa di raccogliere iniziative e fondi, per rivalorizzare questa importante via, dal fascino e dal valore storico.

Abbiamo avuto modo di farle qualche domanda.

Da cosa nasce la sua passione per questa strada e questo territorio, come si lega alla sua storia personale?

“Io sono nata proprio sulla Strada Ducale; sono nata subito dopo la guerra quando lì si viveva in miseria, dato che c’è stato anche il fronte senese. Nel 44 c’era proprio la frontiera, con la ritirata dei tedeschi. Io sono nata lì e ci sono rimasta! Avevo dei parenti a Tereglio, avrei avuto la possibilità di trasferirmi là, trovarmi un lavoro altrove; invece no, sono voluta rimanere perché è sempre stata la mia terra, mi ci sono sempre sentita attaccata. Poi mi ci sono fidanzata, mi ci sono sposata e lì sono cresciuti tutti e tre i miei figli.”

Come si viveva nelle valli, quando era più giovane?

Al tempo, durante l’estate, i miei facevano la transumanza: si trasferivano per l’estate verso l’alpe con i greggi; io sono nata il 16 di marzo e dopo 15 giorni di vita, mi portarono appunto in montagna per l’estate, in quello che una volta era una sorta di casotto, con un camino che faceva tantissimo fumo – tiene a precisare sorridendo – e una temperatura freddissima. La mia mamma mi raccontava che mi portò fin lassù mio nonno, con la culla di vimini in spalla. Penso che anche queste esperienze abbiano alimentato il mio affetto per queste terre, che non ho mai voluto lasciare.”

Cosa significa per lei riqualificare questa strada?

“Quasi nessuno conosce la storia di questa strada, la strada di Maria Luisa di Borbone. Maria Luisa, nel 1819, decise di fare questa strada col Duca di Modena, per venirsi incontro. Si incontrarono a Foce a Giovo, uno venendo da Modena, l’altra venendo da Lucca. Questo per evitare di pagare i dazi per il commercio, svitando di passare da Firenze. È una strada storica a tutti gli effetti e andrebbe reclamizzata molto di più, io sto cercando di farlo in tutti i modi, anche grazie a Claudio Gemignani, che mi dà un grande aiuto.”

So che lei ha scritto anche delle piccole pubblicazioni sull’argomento, di cosa trattano?

“Ho scritto due opuscoli, dove racconto la storia di come si viveva nelle valli durante la guerra e dove ho raccontato la mia infanzia. Il primo si intitola Storie vere di Anna delle valli e il secondo Come si viveva dopo la guerra nelle valli.”

Per lei cosa significa essere responsabile del comitato per la rivalorizzazione della strada?

“Per me significa una cosa sola: poter coinvolgere le istituzioni per avere una strada migliore; poter fare in modo che il nostro posto venga valutato per la bellezza che ha. La nostra zona potrebbe essere una piccola Svizzera se le istituzioni non ci abbandonassero, ma ci valorizzassero. La strada potrebbe essere affidata, per esempio, dalla Regione all’Unione dei Comuni, per la manutenzione. Sulla strada ci sono inoltre due attività di ristorazione e una di artigianato, oltre ad una trentina di case che vengono popolate, per la maggior parte, solo d’estate.”

In cosa sono consti gli ultimi lavori che hanno fatto sulla strada?

“Nel 2025 la provincia ha asfaltato delle parti della strada, le più malconce, grazie al consiglio comunale e ai geometri della provincia. Ora però c’è bisogno di lavoro per contrastare le frane.”

Qual è la cosa ama di più del posto in cui vive?

“La natura, il silenzio. La meraviglia della sera, con il cielo stellato e la luna che mettono i brividi, sono una romantica io. – aggiunge con un sorriso – La mia casa che, anche se è una casa vecchia, per me è bellissima; quando sono a casa mia io sto tanto bene. Anche per questo continuo ad occuparmi della mia zona, oggi sto parlando con te ma domani vorrei già fare un’altra intervista. Vorrei lasciare una bella strada ai miei figli e a tutti quanti!”

Una donna conosciuta come una lottatrice, che ama i suoi luoghi e vuole gridare a tutti quanto siano belli e quanto potrebbero offrire. È la dimostrazione di un amore per il territorio che diventa forza, spinta di cambiamento, un cambiamento che si elabora passo dopo passo, gli stessi passi che Anna compie ogni giorno sulla sua amata via, per lei, a tutti gli affetti, strada di casa.

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