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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
lucca summer festival

Antonello Venditti accende il Summer Festival con emozioni, ricordi e canzoni romane

Una sola voce, inconfondibile, quella che da oltre cinquant’anni accompagna le nostre storie, le nostre malinconie e i nostri sogni. Antonello Venditti ha aperto ieri sera la 26ª edizione del Summer Festival 2025 con un viaggio nel cuore, nella memoria, nella Roma eterna e nell’Italia che cambia ma non dimentica la vera musica.

Una scenografia essenziale: un pianoforte, una chitarra elettrica, una tromba, un violino e una batteria. Nessun effetto speciale, se non l’effetto più speciale di tutti: l’emozione. E quella, Venditti, l’ha regalata all’età di 76 anni, con la voce ancora viva, calda, vibrante. Una voce che non ha perso nulla di quella capacità disarmante di parlare al cuore.

Iconici, come sempre, i suoi occhiali a goccia sempre presenti, come la sua coerenza artistica. Più di due ore e mezza di musica e ricordi, in un crescendo che ha toccato l’anima e il cuore. “Notte prima degli esami”, cantata a squarciagola da migliaia di voci, è diventata col tempo un inno generazionale. Una canzone che ha riscosso successo solo dopo 20 anni è diventata patrimonio collettivo, riaffiorando in ognuno il sapore di una maturità vissuta tra ansie e sogni.

Poi “Ci vorrebbe un amico”, “Amici mai”, “Ricordati di me”, brani che raccontano l’amore, la solitudine, l’amicizia e le delusioni. Venditti canta con il cuore, come se ogni volta fosse la prima. Le sue canzoni non sono solo canzoni: sono racconti di vita, che si intreccia con quella del pubblico.

E Roma, la sua Roma, è sempre protagonista. Tra un brano e l’altro, Antonello si ferma, racconta e rivela storie. Invita il pubblico a visitare la Capitale almeno una volta nella vita, perché Roma non si può spiegare, si può solo vivere.

È raro sentire un artista che sa parlare ancora alle nuove generazioni, senza maschere, solo con la purezza della sua musica.

E quando tutto sembra finire, arriva “Roma Capoccia”. La chiusura perfetta di un concerto che è stato più che uno spettacolo, in cui Venditti ha celebrato la vita, i sogni, le sconfitte e le rinascite.

Come canta lui stesso:

A volte penso che sia finita
Ma è proprio allora che comincia la salita
Che fantastica storia è la vita

E ieri sera, in quella piazza è sembrato proprio così: che la vita, nonostante tutto, sia ancora un’avventura meravigliosa.

Foto di Nicola Tognetti

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