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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
intervista

Bakari Camara: “In Garfagnana una cena per immergersi nella cultura senegalese”


Una serata alla scoperta di una cultura nuova, con un racconto che passa dal nostro palato; una cena per immergersi nei sapori e nei suoni del Senegal.

Il 28 agosto, il ristorante dell’agriturismo “Venturo” ospiterà una cena senegalese, a base di piatti e bevande originali, il tutto accompagnato da musica e colori tipici.

Ad organizzarla lo staff del ristorante, sotto la guida di Bakari Camara, classe 1991, originario di Ziguinchor, cittadina del Senegal, da anni abitante affezionato della Garfagnana, cittadino italiano, sposato e con figli in Italia. Abbiamo avuto l’opportunità di fargli qualche domanda sulla serata.

Da cosa nasce l’idea di portare una cena tipica senegalese in Garfagnana?

“L’idea è nata insieme ad un amico, Matteo, che lavora al ristorante “Venturo”; è nata mentre parlavamo delle bellezze del mondo, in particolare dell’Africa. Lui mi faceva delle domande sul Senegal, su cosa ci fosse di tipico e introvabile in Italia; era molto curioso e ho voluto raccontargli delle danze, della musica e del cibo, facendo anche assaggiare qualche piatto tipico. Quindi ci siamo detti: perché non far vivere la cultura senegalese ai cittadini tramite il cibo, dato che è molto diverso da quello italiano o europeo?

Il nostro obiettivo è quello di far sentire la cultura senegalese, attraverso tutti i sensi, dal gusto a come sono apparecchiate le tavole fino al modo di vestire dei camerieri.”

Come si collega questo evento alla sua storia e alla sua esperienza?

“Io sono arrivato in Italia dal Senegal nel 2016, mi sono innamorato della Garfagnana anche grazie a mia moglie Irene e ho deciso di abitare qua. Ho fatto le mie prime conoscenze a Pontecosi, dove ho incontrato Carlos, membro dei “Djembe Fola”, un gruppo musicale di ragazzi africani e italiani. Ho portato quindi in Italia quello che so fare: suonare il tamburo africano. Lo portavo anche alle partite di calcio per intrattenere, facendo ascoltare l’Africa durante gli incontri. Non ci sono nato ma sento un profondo legame con la Garfagnana, dove sono nati anche i miei due figli; il territorio mi ha sempre teso la mano, soprattutto grazie a mia moglie e i miei suoceri. Non mi sono mai sentito un estraneo, mi sono veramente sentito cittadino italiano fin da subito, anche se lo sono ufficialmente da circa tre anni.”

Come si svilupperà la serata?

“La serata si svilupperà sicuramente tra tante emozioni. La tavola sarà apparecchiata alla senegalese, i camerieri si vestiranno con gli abiti tipici, faremo sventolare la bandiera e il cibo sarà preparato da una cuoca del Senegal: Mariama. La musica dei “Djembe Fola”, che in senegalese significa “quelli che parlano con il tamburo” accompagnerà poi tutta la serata, e ringrazio il maestro della band Pietro per la disponibilità. Il tamburo era uno strumento di comunicazione dei nostri nonni in Africa, per dare messaggi nei villaggi. Era quindi uno oggetto per fare festa, per stare bene, ma soprattutto per riunirsi, stare insieme.”

Secondo lei che rapporto si instaura tra un luogo e la propria cultura culinaria e musicale? Pensa sia possibile raccontare una cultura sulla base di questi aspetti?

“Conoscere tante culture dà voglia di vivere, ti aiuta a vivere meglio. È uno scambio. Io quando sono arrivato in Italia mi sono messo ad imparare per vivere al meglio. Esplorare nuovi sapori unisce ancora di più nelle diversità e dona gioia. Portare per la prima volta la cultura senegalese è un modo, inoltre, per mostrare che la Garfagnana accoglie; dentro Castelnuovo ci sono tantissime culture diverse, anche se non si vedono subito. È un paese che abbraccia persone nuove e ha bisogno quindi di conoscere la cultura di chi accoglie. Sono molto grato alla mia famiglia e a tutta Castelnuovo per avermi dato la possibilità di organizzare questo scambio, perché non è una cosa che succede spesso.”

Qual è il suo piatto preferito che verrà servito?

“Il mio preferito è sicuramente il Yassa Poulet, un piatto a base di pollo, riso e verdure, che sarà la seconda portata della sera. Per antipasto ci sarà poi il Fataya Viandle, una pasta fritta con carne di manzo, per poi concludere con dei Beignets, delle frittelle dolci. Tutto accompagnato da Jus de Bissau, succo di Karkadè, e Jus de Bouy, succo di Baobab.”

La cena sarà su prenotazione e avrà un costo di 25 euro.

Un’occasione per allargare gli orizzonti, assaporare nuovi gusti nel divertimento, nella condivisione. Un modo per viaggiare grazie ai sapori, ai profumi e alla musica, per raggiungere quella famosa cultura che libera e rende liberi, che unisce.

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