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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
barga

“Barga incantata”: l’anima del paesaggio negli sguardi di quattro artisti barghigiani

Ci sono luoghi che parlano, anche in silenzio. Che raccontano storie senza bisogno di parole, ma attraverso i colori, i profili dei monti, le luci del tramonto. Barga è uno di quei luoghi. E lo è stata, per decenni, per artisti che vi hanno trovato non solo un soggetto da rappresentare, ma un rifugio dell’anima. La mostra “Barga incantata. Visioni del paesaggio dell’anima nell’arte di Alberto Magri, Adolfo Balduini, Bruno Cordati, Umberto Vittorini” nasce proprio da questa consapevolezza: Barga non è solo bellezza paesaggistica, ma una dimensione interiore da esplorare.

Giovedì 10 luglio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra, che inaugura venerdì 11 luglio alle 18:30 al Museo “Le Stanze della Memoria” di Barga. Un progetto fortemente voluto dal comune di Barga e dalla Fondazione Ricci Ets, con il sostegno di regione Toscana, consiglio regionale, provincia di Lucca, Fondazione Giovanni Pascoli, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Kedrion.

A dare il via alla conferenza è stata la sindaca Caterina Campani, emozionata per un’iniziativa che, come ha spiegato, “desideravamo da anni e che oggi finalmente si realizza grazie a una sinergia importante con la Fondazione Ricci e alla cura appassionata di Cristiana Ricci”. Campani ha voluto ringraziare i tanti collaboratori coinvolti – tra cui Giovanni Aiosa, Caterina Salvi, Sergio Suffredini, e le famiglie che hanno concesso le opere – sottolineando come la mostra sia “un omaggio a Barga e alla sua capacità di generare arte”. “Non è solo un’esposizione – ha aggiunto – ma un percorso emotivo, che parla al cuore di chi guarda”.

A spiegare il cuore del progetto è stata Cristiana Ricci, curatrice e presidente della Fondazione Ricci: “Il titolo ‘Barga incantata’ racchiude l’essenza di ciò che vogliamo trasmettere. Barga non è soltanto uno spazio geografico, ma un paesaggio dell’immaginazione, della memoria, dell’interiorità. I quattro artisti protagonisti della mostra – Magri, Balduini, Cordati e Vittorini – hanno saputo interpretare tutto questo, ciascuno con la propria sensibilità e visione artistica”.

Ricci ha ricostruito i legami profondi che ciascuno di questi artisti ha avuto con la figura di Giovanni Pascoli e la sua poetica: Magri e Cordati lo conobbero personalmente, tanto che quest’ultimo fu incaricato dal poeta di decorare uno stemma per la tenuta di Caprona. Balduini collaborò con Maria Pascoli, realizzando le opere lignee degli inginocchiatoi nella cappella di casa Pascoli. Vittorini, seppure senza un rapporto diretto, fu autore di una trentina di disegni ispirati all’universo pascoliano, raccolti sotto il titolo Evocazioni pascoliane.

Le 40 opere in mostra, dieci per ciascun artista, sono organizzate in modo da accompagnare il visitatore attraverso la vita e l’opera di questi grandi interpreti del novecento. Ogni sala mette a confronto un autoritratto con la biografia dell’artista, per offrire non solo un’esperienza estetica, ma anche conoscitiva e personale.
Tutti e quattro gli artisti hanno raggiunto livelli nazionali – tra cui la partecipazione alla Biennale di Venezia – e tutti, quasi al termine della loro carriera, hanno scelto di ritirarsi a Barga.

“Un luogo che diventa rifugio e che continua a ispirare”, ha detto Ricci, ricordando anche il catalogo con un itinerario tra le case degli artisti, alcune delle quali oggi visitabili su appuntamento.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per venerdì 11 luglio alle 18:30 nell’atrio di Palazzo Balduini, con la presenza di tutti i partner istituzionali. Seguirà il taglio del nastro e l’apertura al pubblico delle sale espositive del Museo.

“Barga incantata” ci invita a a osservare. Non solo ciò che è fuori, ma anche ciò che si muove dentro di noi di fronte a un’immagine, a un colore, a una memoria. È un viaggio nella bellezza e nella fragilità dell’esistenza, filtrata dagli occhi di quattro artisti che hanno scelto di raccontare la propria anima attraverso un luogo: Barga. Un borgo che continua a parlare a chi sa ascoltarlo.

Foto di Nicola Tognetti

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