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Redazione
ANNO XIVgiovedì 27 Agosto 2026
bagni di lucca

​Carenza di medici di famiglia a Bagni di Lucca: da Gabriele Bini un pacchetto di proposte

“Di fronte al continuo e drammatico aggravarsi della carenza di medici di medicina generale nel territorio comunale, si rende necessario un cambio di passo immediato”.

Così Gabriele Bini che, per superare la fase dell’emergenza permanente, lancia un pacchetto di proposte strutturali ed innovative indirizzate all’amministrazione comunale e alle istituzioni sanitarie della Valle del Serchio: l’obiettivo è trasformare Bagni di Lucca in un ambito territoriale fortemente attrattivo per i giovani professionisti, superando le rigidità della burocrazia.

“Le risposte tampone adottate finora dall’azienda sanitaria – tra incarichi provvisori a termine e l’innalzamento provvisorio dei massimali per i medici già in servizio – si sono dimostrate insufficienti a garantire una copertura capillare e stabile, lasciando centinaia di cittadini, in particolare anziani e residenti nelle frazioni collinari, senza un punto di riferimento sanitario certo. Fidarsi solo dei bandi ordinari dell’ASL non basta più: un comune montano e articolato come il nostro deve fare la sua parte offrendo condizioni di lavoro e di vita che spingano i medici a scegliere Bagni di Lucca e a rimanerci», spiega Gabriele Bini.

Il piano articolato da Bini si concentra su tre direttrici principali: incentivi residenziali e burocratici: La messa a disposizione a canone zero di immobili comunali ad uso abitativo o professionale per i primi tre anni ai nuovi medici che scelgano di aprire lo studio principale nel capoluogo o nelle frazioni. A questo si affianca la creazione di un servizio di segreteria e supporto amministrativo condiviso, a carico o in convenzione con il Comune, per sollevare i medici dal carico burocratico quotidiano.

Mobilità e assistenza nelle frazioni: l’istituzione di un “Ambulatorio Mobile di Frazione”, un mezzo polifunzionale attrezzato per raggiungere periodicamente i paesi più isolati (come Montefegatesi, Benabbio o Lucchio), consentendo visite programmate senza costringere i medici a sostenere i costi di gestione di molteplici sedi private. Previsti inoltre contributi comunali di servizio per le spese di carburante legate alle visite domiciliari in montagna.

​Formazione e rete territoriale: l’attivazione di convenzioni con gli atenei della regione per accreditare il territorio come sede di tirocinio pratico per i medici in formazione di medicina generale, unita ad accordi d’ambito con i comuni limitrofi della Valle del Serchio.

​«Non possiamo rassegnarci alla desertificazione dei servizi essenziali. Le soluzioni esistono e richiedono solo volontà politica e visione territoriale per essere attuate», conclude Bini.
​”Di fronte al continuo e drammatico aggravarsi della carenza di medici di medicina generale nel territorio comunale, si rende necessario un cambio di passo immediato”.

Così Gabriele Bini che, per superare la fase dell’emergenza permanente, lancia un pacchetto di proposte strutturali ed innovative indirizzate all’amministrazione comunale e alle istituzioni sanitarie della Valle del Serchio: l’obiettivo è trasformare Bagni di Lucca in un ambito territoriale fortemente attrattivo per i giovani professionisti, superando le rigidità della burocrazia.

“Le risposte tampone adottate finora dall’azienda sanitaria – tra incarichi provvisori a termine e l’innalzamento provvisorio dei massimali per i medici già in servizio – si sono dimostrate insufficienti a garantire una copertura capillare e stabile, lasciando centinaia di cittadini, in particolare anziani e residenti nelle frazioni collinari, senza un punto di riferimento sanitario certo. Fidarsi solo dei bandi ordinari dell’ASL non basta più: un comune montano e articolato come il nostro deve fare la sua parte offrendo condizioni di lavoro e di vita che spingano i medici a scegliere Bagni di Lucca e a rimanerci», spiega Gabriele Bini.

Il piano articolato da Bini si concentra su tre direttrici principali: incentivi residenziali e burocratici: La messa a disposizione a canone zero di immobili comunali ad uso abitativo o professionale per i primi tre anni ai nuovi medici che scelgano di aprire lo studio principale nel capoluogo o nelle frazioni. A questo si affianca la creazione di un servizio di segreteria e supporto amministrativo condiviso, a carico o in convenzione con il Comune, per sollevare i medici dal carico burocratico quotidiano.

Mobilità e assistenza nelle frazioni: l’istituzione di un “Ambulatorio Mobile di Frazione”, un mezzo polifunzionale attrezzato per raggiungere periodicamente i paesi più isolati (come Montefegatesi, Benabbio o Lucchio), consentendo visite programmate senza costringere i medici a sostenere i costi di gestione di molteplici sedi private. Previsti inoltre contributi comunali di servizio per le spese di carburante legate alle visite domiciliari in montagna.

​Formazione e rete territoriale: l’attivazione di convenzioni con gli atenei della regione per accreditare il territorio come sede di tirocinio pratico per i medici in formazione di medicina generale, unita ad accordi d’ambito con i comuni limitrofi della Valle del Serchio.

​«Non possiamo rassegnarci alla desertificazione dei servizi essenziali. Le soluzioni esistono e richiedono solo volontà politica e visione territoriale per essere attuate», conclude Bini.

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