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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
molazzana

Cascio, riapre il dopolavoro: nuovo centro di co-housing per la comunità

La riapertura del dopolavoro a Cascio, avvenuta ieri pomeriggio, è molto più di un’inaugurazione: è il simbolo di come i piccoli borghi possano rigenerarsi attraverso progetti condivisi, unendo istituzioni, associazioni e cittadini. Uno spazio che era rimasto a lungo silenzioso oggi torna a vivere, trasformandosi in un centro di co-housing e casa delle associazioni, capace di accogliere attività sociali, culturali, didattiche e di protezione civile. È un segnale forte in tempi in cui le aree interne lottano contro lo spopolamento: i luoghi tornano a farsi presidio, non solo fisico, ma anche comunitario.

L’intervento rientra nel più ampio progetto “Abitare la Valle del Serchio”, programma di investimenti previsto dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) denominato PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), promosso dal Ministero delle Infrastrutture, che vede coinvolta la Regione Toscana – in qualità di soggetto beneficiario – la quale si avvale, per l’attuazione, delle proposte progettuali dell’Unione Comuni Garfagnana.

Ad aprire la cerimonia il sindaco di Molazzana, Andrea Talani, visibilmente emozionato: “Questo è il primo intervento PINQuA e per me, che sono di Cascio, ha un valore ancora più grande. Era un impegno del nostro programma elettorale: restituire alla comunità la sua casa delle associazioni. Abbiamo diviso il progetto in due lotti: prima l’adeguamento sismico con bilancio comunale, poi il completamento con fondi PINQuA. Ringrazio la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ha dato un contributo prezioso, la Regione Toscana, l’Unione dei Comuni, gli uffici comunali e soprattutto l’Associazione Cascio APS: in questi giorni hanno corso per consegnare un locale perfetto”.

Raffaella Mariani, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, ha sottolineato la portata strategica dell’intervento: “Cascio ha dimostrato il meglio di quello che la Garfagnana può esprimere. Questo è un recupero dell’esistente: non nuovo cemento, ma la riqualificazione di un bene pubblico che oggi torna a disposizione di tutti. Migliorare i servizi significa anche essere più attrattivi per giovani coppie e nuove famiglie”.

Dal lato della regione, Mario Puppa, consigliere regionale, ha ricordato il ruolo del PINQuA per le comunità locali: “Questi progetti servono a dare spazi di vita e di relazione, fondamentali per mantenere viva la forza delle comunità. È un segno positivo per il futuro delle nostre realtà di montagna”.

Un contributo fondamentale è arrivato anche dalla Fondazione cassa di risparmio di Lucca. L’ex presidente Marcello Bertocchini, intervenuto in rappresentanza del suo successore Massimo Marsili, ha rimarcato: “Mettere insieme così tanti progetti in tempi certi è stata una sfida vinta. L’obiettivo resta quello di invertire il trend dello spopolamento: quando ci sono comunità così volenterose, per la Fondazione è un piacere sostenerle”.

Particolarmente sentito l’intervento del presidente dell’Associazione Cascio Aps, che ha seguito passo passo la rinascita dello spazio: “Non è stato facile, i sacrifici sono stati enormi, ma oggi arrivare a questo traguardo per noi è un giorno importante. Questo luogo non è ancora del tutto allestito, ma è già un ambiente polivalente, pronto ad accogliere tante attività”.

L’edificio, di proprietà comunale e situato vicino al complesso Erp, diventerà uno spazio polifunzionale: sede per il telelavoro, la didattica a distanza, le associazioni, ma anche presidio di protezione civile. Un dopolavoro che si trasforma così in un laboratorio di comunità, dove la tradizione si unisce all’innovazione sociale.

La giornata si è conclusa con un forte senso di appartenenza: i cittadini di Cascio hanno dimostrato che la cura dei luoghi è possibile quando la responsabilità diventa condivisa.

La riapertura del dopolavoro di Cascio non riguarda solo quattro mura ristrutturate: è il simbolo di un futuro possibile per i piccoli borghi italiani. Lo spopolamento sembra inevitabile, investire sulla comunità e sui suoi spazi significa restituire dignità, creare opportunità e ridare voce a territori che non vogliono rassegnarsi all’oblio. Cascio dimostra che rigenerare non è solo costruire, ma soprattutto ricostruire legami, trasformando un luogo abbandonato in un cuore pulsante di vita collettiva.

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