In un tempo segnato da tensioni, contrapposizioni e parole urlate, l’ironia può diventare uno strumento prezioso per osservare la realtà con lucidità e spirito critico.
È partendo da questa consapevolezza che si è svolta oggi in sala Suffredini a Castelnuovo di Garfagnana la presentazione del libro di Niccolò Roni: un “Bestiario politico” contemporaneo che utilizza il mondo animale per raccontare vizi e virtù della politica di oggi.
A introdurre l’incontro è stato Carlos Alfredo Bartolomei, presidente del Centro socio-culturale San Magno, che ha definito il libro “un’oasi capace di ridare freschezza in un mondo che sta crollando” sottolineando come l’ironia rappresenti un antidoto necessario per leggere la complessità del presente. “Attraverso gli animali – ha spiegato – Niccolò riesce a restituire tratti e caratteristiche della politica e dei politici, inserendosi in una tradizione che affonda le radici nel bestiario medievale. Bartolomei ha inoltre rimarcato il valore del dialogo, raccontando il rapporto di stima reciproca che lo lega all’autore pur partendo da posizioni politiche opposte: “L’amico, anche se ha idee diverse, rimane amico”.
È poi intervenuto il sindaco di Camporgiano Francesco Pifferi che ha raccontato di aver iniziato ad apprezzare Niccolò Roni attraverso i suoi “trafiletti”, che gli hanno ricordato il giornalismo di Indro Montanelli, e ha richiamato una frase dell’autore “ho orrore di tutte le verità assolute” definendola una solida base culturale e politica. Nel suo intervento ha intrecciato riferimenti che vanno da Fedro a Cartesio, fino a Norberto Bobbio, sottolineando come l’estremismo e il dogmatismo siano nemici della democrazia. Nel bestiario di Roni, ha osservato, non emergono solo difetti ma anche qualità come la pazienza e la costanza, mentre la furbizia, incarnata dalla volpe, viene messa in discussione perché fare politica significa perseguire l’interesse comune e non quello personale.
Un contributo importante è arrivato anche da Alberto Cresti, illustratore del libro, che ha spiegato di essersi documentato sui bestiari medievali, scegliendo però uno stile più leggero e fumettistico, capace di rendere immediati e riconoscibili i caratteri degli animali. Una penna generosa in grado di integrare il testo, oltre che decorarlo.
A chiudere l’incontro è stato l’autore, Niccolò Roni, che ha ringraziato le istituzioni, gli amici e i collaboratori, soffermandosi in particolare sul valore delle illustrazioni, considerate parte integrante dell’opera. Roni ha spiegato che il libro nasce da un sentimento di pessimismo verso una politica che oggi percepisce come urlata, personalistica e priva di dialogo, ma che l’obiettivo non è quello di alimentare il disincanto. Al contrario, attraverso la satira e la leggerezza, il volume prova a raccontare vizi e virtù di un mondo che spesso non sa più accettare nemmeno la critica ironica.
Con autoironia, Roni ha confessato di riconoscersi nell’alce, animale brontolone e solitario, pur aspirando alla leggerezza del ghiro. Ma il messaggio finale è stato tutt’altro che pessimista. Citando Piero Gobetti, ha ricordato che “bisogna essere politici nel momento del tramonto della politica” un invito a non rinunciare all’impegno e alla responsabilità civile.
E proprio con questa immagine si è chiusa la mattinata in sala Suffredini: l’augurio, rivolto a chi fa politica dentro e fuori le istituzioni, di riuscire a essere “farfalle”, capaci di trasformazione, leggerezza e visione, anche nei tempi più difficili.
Foto di Elisa Togneri



















