back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
coreglia antelminelli

Coreglia vince “La scommessa”: il matrimonio è puntare tutto sulla fedeltà dell’altro

In tempi in cui nessuno più (o quasi) si sposa, spettacoli come quello di ieri sera suonano come un inno a chi ha ancora il coraggio di scommettere sulla fedeltà dell’altro.

La scommessa“, appunto. Che, come sembra suggerire l’articolo determinativo, suona come il più rischioso azzardo. La sfida delle sfide. Un numero alla roulette. Puntare sull’amore duraturo, in fondo, è il più grande brivido della vita. Roba da giocatori esperti.

Gremito il Teatro “Alberto Bambi” di Coreglia. Uno spettacolo esilarante, divertente. Eppure drammatico, nella sua apparente leggerezza. Profondo. Attuale. Una coppia, Chiara (una strepitosa Gaia De Laurentiis) e Michele (interpretato da Emanuele Barresi, che ha firmato anche il testo e la regia). E un terzo incomodo: Enrico (un Fabio Ferrari completamente nella parte).

Un ménage à trois insomma. Il profilo dei personaggi è ben tracciato: Michele ed Enrico sono due amici uniti dal vizio. L’uno (Michele) rozzo, rude, dozzinale; l’altro (Enrico) calcolatore, viscido e scaltro. Il primo uno scommettitore “di pancia”, il secondo “di testa”. Entrambi incalliti giocatori risucchiati nel vortice del cinismo.

Michele vive il gioco in modo viscerale. Se deve scommettere, allora scommette forte. Infatti sta con Chiara – una bellissima donna, intelligente, elegante – e non fa niente per meritarselo. Un rapporto dato per scontato. Dove tutto è dovuto, e niente è conquistato. Come il rapporto con la figlia, Martina. Lontano, assente.

Enrico è un avvocato. Usa la parola per difendersi. Per lui il gioco è un cavallo vincente sul quale puntare. Un colpo sicuro. Quando la posta in palio è alta, scappa. Preferisce accontentarsi di una piccola vincita, piuttosto che prendersi il malloppo. Ha storie d’amore fugaci, è uno che si ritira di fronte alle difficoltà.

Il set è si divide in due parti: quello caldo, familiare, del salotto di Chiara e Michele; e quello tentatore del punto scommesse dove Enrico e Michele passano le loro giornate a sperperare risorse e tempo. Le luci indicano allo spettatore da che parte della scena guardare. Le musiche, come nella migliore tragedia, sono pressoché assenti. Il silenzio regna sovrano.

Pascal diceva che l’esistenza di Dio, quindi l’amore eterno, è una scommessa, tutto sommato, innocua: “Se vincete, guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla“. Scommettere sulla fedeltà dell’altro, ovvero sull’amor terreno, è tutto un altro paio di maniche: per fare certe giocate ci vuole pelo sullo stomaco.

Foto di Nicola Tognetti

Dalla homepage

Ultimi articoli in Cultura e spettacolo