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Redazione
ANNO XIVdomenica 5 Luglio 2026
corsagna

Corsagna e i pellegrini del Cammino di Assisi: un patrimonio da accogliere e custodire

Abitando vicino al Centro Sportivo San Michele Arcangelo della Misericordia di Corsagna, mi capita spesso, soprattutto durante il periodo estivo, di vedere arrivare i pellegrini che percorrono il Cammino di Assisi. Li osservo mentre raggiungono il Centro Sportivo per una sosta, una doccia, un po’ di riposo o una notte prima di riprendere il loro viaggio verso Assisi.

Quest’anno ne sono passati davvero tanti. Ogni zaino racconta una storia, ogni volto porta con sé un’esperienza diversa, ogni passo è animato da una motivazione personale: fede, ricerca interiore, desiderio di mettersi alla prova o semplicemente la voglia di conoscere il mondo camminando.

Proprio qualche sera fa, vedendo arrivare al Centro Sportivo San Michele Arcangelo un pellegrino diretto ad Assisi, ho deciso di avvicinarmi a lui. Dopo un primo saluto l’ho invitato a casa mia, in località Colle a Lama, per offrirgli qualcosa da bere e concedergli un momento di riposo prima di riprendere il suo cammino.

Non è stato semplice comunicare. Lui parlava francese, io conosco soltanto poche parole della sua lingua. Con un po’ di buona volontà e grazie all’aiuto del traduttore del telefono siamo però riusciti a dialogare. Mi ha raccontato da dove era partito, le tappe già percorse, le motivazioni che lo avevano spinto ad affrontare questo lungo viaggio e le emozioni che stava vivendo.

Quell’incontro mi ha fatto tornare alla mente una tradizione che appartiene da sempre alla famiglia Citti di Colle a Lama. Per generazioni quella casa è stata una porta aperta per viandanti, pellegrini e anche mendicanti che attraversavano Corsagna trovavano un po’ di ristoro, qualcosa da mangiare e soprattutto un posto per dormire. Era un modo semplice ma autentico di vivere la solidarietà, senza chiedere nulla in cambio.

Accogliere quel pellegrino francese, anche solo per una breve sosta, mi è sembrato il naturale proseguimento di quella tradizione. Seduti attorno a un tavolo ci siamo resi conto che, pur parlando lingue diverse, il linguaggio dell’accoglienza, dell’amicizia e del rispetto è davvero universale.

Da una parte provo una grande soddisfazione nel vedere Corsagna inserita lungo un percorso così importante, capace di portare nel nostro paese persone provenienti da tante nazioni. Dall’altra, però, sento anche un piccolo rammarico.

Durante gli anni in cui ho avuto l’onore di essere presidente della Misericordia di Corsagna, ho sostenuto e voluto con convinzione due opere alle quali sono ancora oggi profondamente legato: la Casa Famiglia per anziani e il Centro Sportivo San Michele Arcangelo. Proprio per questo, vedere ogni anno tanti pellegrini sostare in quella struttura mi riempie di soddisfazione, ma mi fa anche riflettere su quanto avremmo potuto fare di più per custodire la memoria del loro passaggio.

Avrei desiderato che fin dall’inizio fosse istituito un semplice Registro dei Pellegrini, sul quale ciascuno potesse lasciare il proprio nome, il paese di provenienza, la destinazione e magari un pensiero, una riflessione o un messaggio rivolto alla nostra comunità.

Oggi avremmo una raccolta preziosissima di testimonianze provenienti da tutta Europa e forse anche da altri continenti. Sarebbe un patrimonio storico, culturale e umano di straordinario valore, capace di raccontare alle future generazioni quante persone sono passate da Corsagna e quale ricordo hanno conservato del nostro paese.

Mi è venuto anche un altro pensiero. A Corsagna abbiamo una Casa Famiglia che ospita persone anziane. Sarebbe bello se, quando possibile, i pellegrini potessero fermarsi a condividere una cena, anche semplice, con gli ospiti della struttura. Sarebbe un incontro straordinario tra generazioni e culture diverse: gli anziani potrebbero ascoltare racconti di vita e di viaggio, mentre i pellegrini troverebbero il calore di una comunità autentica.

E, quella giornata potrebbe concludersi con un momento di raccoglimento nella cappella della Casa Famiglia un luogo che ben rappresenta i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della spiritualità che hanno sempre caratterizzato la Misericordia di Corsagna.

Forse siamo ancora in tempo. Un registro dei pellegrini, qualche momento di incontro con gli ospiti della Casa Famiglia e la possibilità di vivere insieme un’esperienza di fraternità potrebbero trasformare il semplice passaggio da Corsagna in un ricordo indelebile.

Il Cammino di Assisi non è fatto soltanto di sentieri, boschi e mulattiere. È fatto soprattutto di persone, di incontri e di storie; e queste storie meritano di essere raccolte, custodite e tramandate.

Mi auguro che questa riflessione possa diventare uno stimolo per tutta la comunità. Corsagna ha sempre saputo aprire le proprie porte a chi arrivava da lontano. Può continuare a farlo anche oggi, facendo sì che ogni pellegrino non ricordi soltanto il paese attraversato, ma una comunità che lo ha accolto con semplicità, umanità e affetto.

Perché, spesso, il ricordo più bello che un pellegrino porta con sé non è il luogo che ha visitato, ma le persone che ha incontrato lungo il cammino.

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