Ci sono serate che lasciano il segno, certo per ciò che accade sul palco, ma soprattutto per il messaggio che riescono a consegnare a chi partecipa. È stato così ieri sera nei giardini dell’Oratorio del Sacro Cuore di Barga, dove oltre duecento persone hanno preso parte alla seconda edizione di “Cortometraggi e Mandolini”, una serata dedicata alla musica, al cinema sociale e, soprattutto, alla cura dell’altro.
A fare da cornice musicale all’evento è stato l’ensemble “Corde libere”, nato appena un anno fa e composto quasi interamente da donne, diretto dai maestri Alessandro Rizzardi e Federico Cardelli. Attraverso mandolini e chitarre, il gruppo ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra brani celebri e popolari, da ’O sole mio a Bella Ciao, creando un’atmosfera intensa e partecipata.
Accanto alla musica, spazio anche al cinema sociale, con la proiezione di alcuni cortometraggi realizzati nell’ambito del laboratorio di video partecipativo e inclusivo promosso dal Centro di salute mentale della Valle del Serchio e di Lucca – Azienda Usl Toscana nord ovest, in collaborazione con l’associazione Aedo.
I lavori sono stati introdotti dal coordinatore del laboratorio Carmine Parrella e presentati dagli stessi protagonisti, che hanno raccontato il percorso compiuto e ricevuto più volte gli applausi del pubblico. Un momento particolarmente significativo, capace di mostrare come il linguaggio cinematografico possa diventare strumento di espressione, inclusione e condivisione.
A fare gli onori di casa è stato don Stefano Serafini, che in apertura ha salutato i presenti e ha annunciato anche il prossimo cambiamento che lo attende. Dopo circa vent’anni di missione sul territorio, lascerà infatti Barga per assumere un nuovo importante incarico come direttore di un centro per seminaristi. Nel suo intervento non è mancata la promessa di tornare a far visita alla comunità.
L’Oratorio del Sacro Cuore è anche sede del Gvs – Gruppo volontari della solidarietà, il cui presidente Francesco Feniello ha seguito da vicino tutta la parte tecnico-organizzativa della serata, contribuendo alla riuscita dell’evento.
Ma il cuore dell’iniziativa è stato anche la solidarietà verso il Burkina Faso. A spiegare concretamente il valore dell’aiuto è stata Clementine Pacmogda, che ha ricordato come con appena 70 euro uno studente universitario possa sostenere la retta per un intero anno.
La risposta del pubblico è stata straordinaria: grazie alla generosità dei presenti sono stati raccolti 951 euro, una cifra importante che trasforma la partecipazione alla serata in un gesto concreto di sostegno.
A presentare l’iniziativa è stato Carlos Alfredo Bartolomei, ideatore dell’evento, che in chiusura ha affidato al pubblico due riflessioni capaci di riassumere il senso profondo dell’intera serata: “Passiamo in questo mondo una sola volta: qualunque cosa buona possiamo fare, qualunque gentilezza possiamo mostrare, facciamola ora, non rimandiamola né trascuriamola, perché non passeremo mai più da questa parte”. E ancora: “Nell’aiutare gli altri c’è il privilegio di una vita utile”.
Parole che hanno dato forma a ciò che il pubblico aveva appena vissuto: una serata in cui l’arte, la musica e il cinema non sono stati semplicemente intrattenimento, ma strumenti per incontrarsi, raccontarsi e prendersi cura degli altri. Ed è forse proprio questo il risultato più bello di “Cortometraggi e Mandolini”: aver ricordato che la solidarietà può assumere molte forme, ma nasce sempre dalla stessa scelta, quella di non restare indifferenti.





