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Redazione
ANNO XIVmercoledì 13 Maggio 2026
san romano in garfagnana

Da Istanbul alla Garfagnana: Burcu Duran Tomei e la ricerca artistica sulle radici del Mediterraneo

Ci sarà anche lei in occasione di Fioriture di Primavera,in programma il 16 e 17 maggio a San Romano in Garfagnana, tra i protagonisti dell’esperienza del laboratorio “Wine in Art”.

Sabato 16 maggio, dalle 16 alle 18,
la formatrice, cantante, designer e artista originaria di Istanbul Burcu Duran Tomei, da anni residente nel territorio, accompagnerà il laboratorio esperienziale con musica improvvisata dal vivo, contribuendo a creare un’atmosfera immersiva dove vino, pittura e suono si incontrano in un’esperienza sensoriale aperta a tutti.

Il suo percorso artistico attraversa musica, arti visive e culture del Mediterraneo, portando dentro i suoi progetti un dialogo continuo tra radici diverse, paesaggi interiori e ricerca espressiva. Durante il laboratorio, la pittrice e illustratrice lucchese Silvia Masini guiderà invece i partecipanti nella parte artistica e pittorica dell’esperienza, accompagnandoli in un percorso creativo libero e intuitivo.

Un progetto che riflette anche il percorso personale di Burcu: dall’incontro tra culture differenti alla scoperta di un territorio come la Garfagnana, vissuto oggi come spazio di creatività, natura e relazione.

Il suo percorso parte da Istanbul e arriva fino alla Garfagnana. Cosa ha trovato in questo territorio che l’ha ispirata artisticamente e umanamente?

“Ho trovato un rapporto molto autentico con la natura e con il tempo. La città dove sono nata e cresciuta, Istanbul è una metropoli di 18 milioni di abitanti, molto intensa, piena di energia e contrasti, mentre la Garfagnana mi ha insegnato una dimensione più lenta e profonda dell’ascolto. Qui il paesaggio entra nella vita quotidiana, nei silenzi, nelle relazioni, nei ritmi delle stagioni e del tempo che scorre. Artisticamente questo mi ha influenzata molto, perché mi ha portata a cercare un’espressione più essenziale, più legata alle emozioni”.

In “Wine in Art” la musica non accompagna soltanto il laboratorio, ma diventa parte dell’esperienza sensoriale. Che tipo di atmosfera vuole creare attraverso il suono?

“Vorrei creare un’atmosfera libera, intima e immersiva, dove le persone possano sentirsi accolte e lasciarsi andare senza il timore di dover “fare bene”. La musica sarà molto intuitiva e improvvisata, quasi un paesaggio sonoro che accompagna il gesto creativo e le sensazioni legate al vino. Mi interessa che le persone vivano il laboratorio come un momento di ascolto e connessione, non solo artistica ma anche emotiva”.

Il suo lavoro artistico spesso mette in dialogo culture, emozioni e paesaggi diversi. Ritrova qualcosa di “mediterraneo” anche nella Garfagnana?

“Sì, assolutamente. Anche se la Garfagnana è un territorio montano, sento una sensibilità molto mediterranea nel rapporto con il cibo, l’ospitalità, la convivialità e la memoria. Ci sono elementi che mi ricordano alcune atmosfere della mia cultura d’origine: l’importanza della tavola, delle relazioni umane, del racconto orale, del vivere gli spazi in modo condiviso. Sono territori diversi, ma con una comune dimensione umana molto forte”.

“Fioriture di Primavera” unisce natura, arte e territorio. Quanto è importante oggi creare esperienze culturali che facciano sentire le persone parte di un luogo?

“Credo sia molto importante, soprattutto oggi. Spesso viviamo esperienze molto veloci, superficiali o individuali. Eventi come questo invece permettono di rallentare e creare una relazione reale con il territorio e con le persone. L’arte può diventare un modo per sentirsi parte di un luogo, anche solo per un giorno, attraverso i sensi, le emozioni e la condivisione”.

Durante il laboratorio, i partecipanti saranno invitati a lasciarsi guidare da musica, vino e pittura senza bisogno di competenze artistiche. Perché crede sia importante riscoprire una creatività più libera e spontanea?

“Perché spesso da adulti perdiamo la libertà di creare senza giudicarci. Pensiamo subito al risultato, alla tecnica o alla paura di sbagliare. In realtà la creatività è qualcosa di molto naturale e umano. “Wine in Art” nasce proprio con l’idea di restituire uno spazio libero dove le persone possano sperimentare, divertirsi e lasciarsi sorprendere dalle proprie sensazioni, senza aspettative”.

Guardando al suo percorso personale, cosa significa per lei oggi vivere e creare arte in un’area interna come la Garfagnana?

“Per me vivere e creare arte in un’area interna significa ritrovare autenticità. La Garfagnana mi ha messo in relazione in modo più diretto con il paesaggio, il silenzio, le persone e le atmosfere dei luoghi, aprendomi a una ricerca espressiva legata alle radici culturali che uniscono i popoli del Mediterraneo nella loro unicità”.

Ci parli meglio di questo suo percorso artistico

“Da questo percorso è nato un progetto europeo che ho co-progettato insieme al collettivo artistico di Venti d’Arte APS, dedicato al dialogo tra culture e linguaggi artistici nella formazione di giovani artisti. Il progetto ha messo in rete Italia, Turchia e Grecia ed è stato riconosciuto come best practice dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE dopo un percorso culminato, nello scorso mese di giugno, con la realizzazione di 21 performance artistiche di cooperazione internazionale presso il Museo Archeologico di Troia, in Turchia”.

Che impatto ha avuto questo progetto?

“Per noi è stato molto significativo poter portare giovani artisti della nostra terra a vivere un’esperienza internazionale in un luogo così simbolico e carico di storia. Siamo particolarmente orgogliosi del riconoscimento ottenuto, considerando che la certificazione di best practice viene assegnata soltanto a una piccola percentuale dei progetti finanziati a livello europeo. Siamo appena rientrati da Taranto, dove abbiamo presentato la nostra ricerca artistica sul Mediterraneo all’interno delle celebrazioni solenni del santo patrono, e continueremo a portare avanti questo percorso attraverso nuovi progetti, performance e collaborazioni sia al livello locale ma con un’apertura e uno sguardo al nazionale e internazionale”.

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