Il 18 e 19 ottobre Bologna è tornata a essere capitale del gusto con l’edizione 2025 di “C’è + Gusto”, il festival diretto da Eleonora Cozzella, dedicato quest’anno al tema “I linguaggi del cibo”.
Due giorni in cui il gusto è diventato una lente attraverso cui leggere i grandi temi del nostro tempo — la sostenibilità, la salute, la creatività e l’inclusione — e un vero e proprio laboratorio di contaminazioni tra discipline: la ricerca e la poesia, la materia e il pensiero.
Sabato 18 ottobre alle 16.20, nella prestigiosa Sala Atti di Palazzo Re Enzo, Lucca è stata protagonista del talk “Gusto in scena a Lucca – Impresa, territorio e creatività”. Un dialogo intenso e autentico che ha visto sul palco Gabriele Bove, titolare dell’Azienda Agricola Bove, Cristina Martelli, Segretario Generale della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest e Cristiano Tomei, chef del ristorante L’Imbuto.
La conversazione, condotta da Lara Loreti, ha intrecciato esperienze, visioni e radici territoriali, raccontando come il gusto possa diventare linguaggio identitario e leva di rigenerazione culturale.
Tra il pubblico, in prima fila, Romina Marovelli, ospite in rappresentanza del Caseificio Marovelli. Durante il talk, i formaggi del Caseificio sono stati protagonisti di un momento di degustazione condivisa con il pubblico, che ha reso tangibile il legame tra gusto, identità e cultura del territorio.
A chiusura della giornata, alle 19, sempre nella Sala Atti di Palazzo Re Enzo, la Lucchesia è tornata protagonista con uno degli appuntamenti più sorprendenti del festival: “Gusto all’Asta”. Un’asta benefica condotta dal carismatico Nicola “Tinto” Prudente, volto radiofonico e televisivo, che con ironia e passione ha guidato la raccolta fondi a favore della Cooperativa Sociale Eta Beta Onlus.
Undici esperienze sensoriali e culturali sono state battute come opere d’arte, invitando il pubblico a rilanciare non per possedere, ma per vivere un’emozione.
Tra queste, quella firmata da Cristiano Tomei, che ha messo all’asta una passeggiata “a fa’ gli erbi” in Garfagnana, ispirata al suo libro “Mio nonno mi portava a fa’ gli erbi” (Rizzoli): un viaggio tra boschi, aromi e memorie, dove la cucina incontra la terra e il racconto si fa esperienza.
“C’è + Gusto” ha confermato ancora una volta come il cibo possa essere molto più di nutrimento: un linguaggio universale capace di raccontare territori, storie e valori condivisi.




