back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
intervista

Dazi Usa, Elmi (Coldiretti): “Rischio alto per le eccellenze del nostro territorio”

Cresce la preoccupazione in Toscana per l’annuncio di nuovi dazi da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che potrebbero entrare in vigore dal 1° agosto con un’aliquota del 30 per cento. Ne parliamo con Andrea Elmi, presidente della Coldiretti di Lucca dal 2018, enologo, imprenditore agricolo a capo dell’azienda “Maestà della formica”, con vigneti dislocati in sei comuni della Garfagnana.

Presidente Elmi, come esemplifica il rischio dazi per la Toscana e in particolare per la provincia di Lucca?

“Il rischio è molto alto. La Toscana è una regione che esporta moltissimo, soprattutto oltreoceano. Solo la provincia di Firenze, per esempio, esporta il 37 per cento della sua produzione. L’introduzione di dazi potrebbe frenare in modo significativo la crescita del comparto agroalimentare, un vero e proprio attacco all’Italia del gusto”.

Come stanno reagendo i mercati europei a questa prospettiva?

“La notizia ha generato un clima di incertezza e aperto la porta a diverse speculazioni. In realtà, la crisi era già iniziata un anno fa a causa dei cambiamenti geopolitici internazionali. I dazi non farebbero altro che peggiorare la situazione”.

Quali saranno le vostre mosse e contromosse?

“La nostra prima linea d’azione è la diplomazia. Dobbiamo difendere i diritti dei consumatori e dei cittadini, cercando di far valere le nostre ragioni sia in sede nazionale che europea”.

Cosa accadrà realisticamente dopo il 1° agosto, la data indicata da Trump per l’entrata in vigore dei dazi?

“Stiamo lavorando a una serie di strategie per contenere l’impatto, ma le conseguenze immediate potrebbero essere pesanti: riduzione dell’export, perdita di posti di lavoro e aumento dei prezzi per i consumatori”.

Quanto vale l’export toscano e lucchese che potrebbe essere colpito dai dazi?

“Parliamo di un valore intorno ai 285 milioni di euro, una cifra significativa che coinvolge soprattutto il settore agroalimentare”.

C’è la possibilità che Trump faccia marcia indietro?

“È questa la speranza, ma al momento non vi sono certezze. Quello che posso dire è che questa misura “punitiva” non danneggia solo l’Europa, ma rischia di colpire anche gli stessi Stati Uniti”.

In che modo?

“I consumatori americani si troverebbero a pagare di più per prodotti che non avranno la stessa qualità. Inoltre, l’imposizione di dazi può innescare un effetto boomerang, scoraggiando i commerci internazionali e mettendo a rischio interi comparti economici, anche oltreoceano”.

Chiedete qualcosa di specifico al governo italiano?

“Che sappia porsi con fermezza, a testa alta, di fronte a questa misura. È fondamentale difendere i nostri produttori e la qualità del Made in Italy”.

Può essere quella di Trump una strategia per spingere alla delocalizzazione?

“Sì, è possibile. Ma è importante sottolineare che i nostri prodotti di denominazione d’origine controllata e i prodotti di nicchia non sono sostituibili da imitazioni di bassa qualità. Gli Stati Uniti non potranno mai replicare l’eccellenza italiana”.

Quali sono i settori più colpiti in Toscana?

“I comparti agroalimentari più esposti sono sicuramente il vinicolo, il caseario e il settore ortofrutticolo. Sono tutte eccellenze del nostro territorio che rischiano di subire gravi danni”.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Politica