La Fp Cgil ribadisce il proprio no alla firma definitiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022/2024 dei dirigenti medici, veterinari e sanitari del Servizio sanitario nazionale.
Una posizione già espressa a livello nazionale dal segretario Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, Andrea Filippi, che ha spiegato come “non ci siano le condizioni sindacali minime, economiche e normative” per sottoscrivere l’intesa. Secondo Filippi, si tratta di un contratto “definanziato di 580 euro lordi rispetto all’inflazione del triennio”, che non introduce novità normative e che “peggiora le sperequazioni a danno dei Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie”.
Al centro della contestazione c’è in particolare il mancato adeguamento dell’indennità di specificità: “Risorse già finanziate (circa 300 euro lordi mensili) che – denuncia il sindacato – restano congelate fino al prossimo rinnovo. Un elemento ritenuto decisivo per il riconoscimento della complessità e delle responsabilità cliniche e organizzative che ricadono su medici e dirigenti sanitari”.
La Fp Cgil sottolinea inoltre la fase critica che attraversa il SSN: “Carenza di personale, concorsi deserti, crescente fuga verso il privato e l’estero, aggressioni sempre più frequenti ai danni degli operatori sanitari. In questo contesto – afferma Filippi, opporsi alla firma del contratto significa creare migliori presupposti per il triennio 2025/2027, recuperando le risorse per le indennità e avviando una nuova stagione contrattuale capace di migliorare condizioni di lavoro e qualità delle cure”.
Anche sul territorio lucchese, Fabrizio Simonetti, Segretario Generale della Cgil Lucca, e Paola Freschi, Segretaria Generale della Funzione Pubblica Cgil Lucca, ribadiscono la centralità di medici e dirigenti sanitari per la tenuta del servizio pubblico, così come la necessità di investimenti, tutele adeguate e rispetto per chi ogni giorno garantisce l’assistenza alla comunità.
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