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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
protesta

FP Cgil: stato di agitazione dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico della Asl

La FP Cgil, secondo l’accordo sui servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione, dichiara lo stato di agitazione dei TLSB della Asl Toscana Nord Ovest.

“Da tempo – afferma Valerio Musetti del coordinamento FP Cgil Asl Nord-Ovest – la FP Cgil ha segnalato le criticità presenti all’interno dei servizi di medicina e di laboratorio dell’Asl Nord Ovest e, per questo motivo, la segreteria è stata convocata dall’azienda per un confronto che si è svolto lo scorso 18 giugno. Nell’incontro l’azienda ha programmato un piano di otto assunzioni di tecnici sanitari di laboratorio biomedico (TLSB), da noi ritenute non sufficienti”.

“Secondo la ricognizione svolta dalla Funzione Pubblica Cgil, infatti – spiega Musetti -, i lavoratori del comparto che mancano a causa di pensionamenti non controbilanciati da sostituzioni o di procedure di mobilità sono: sei nell’ospedale di Livorno, cinque nell’ospedale NOA, sei negli ospedali di Lucca e Garfagnana, due tecnici nell’ospedale Versilia e due tecnici nell’ospedale di Pontedera-Volterra”.

“Oltre alle assenze sopra elencate – aggiunge il sindacalista – vanno inoltre segnalate le mancate sostituzioni dei tecnici di laboratorio per gravidanze, assenza per la legge 104, malattie lunghe e congedi. Va inoltre tenuto conto che entro la fine del 2025 si assenteranno per pensionamento altri cinque TLSB. L’azienda ha poi affermato anche che in seguito sarà probabilmente necessario rimodulare le attività del servizio della medicina di laboratorio, ma che attualmente le condizioni restano invariato. La FP Cgil trova quindi singolare che prima si riduca il personale e che poi (non si sa quando né con quali modalità) si riorganizzino tali attività”.

“Per questo motivo – incalza Musetti – si sta determinando un inaccettabile ricorso al lavoro straordinario e a quello con un organico ridotto, determinando difficoltà a garantire le ferie ed i riposi, diritti garantiti dal CCNL, per garantire le prestazioni richieste. Così facendo, si mettono infatti a rischio l’incolumità psicofisica di tutto il personale, con i conseguenti possibili rischi professionali. Tutto ciò senza nemmeno considerare le grosse difficoltà presenti nei presidi più piccoli, come in Lunigiana, Garfagnana, a Volterra e all’Elba, dove il numero dei tecnici di laboratorio non è sufficiente per garantire il numero delle pronte disponibilità, definite dal contratto nazionale art. 44 comma 10 del CCNL 2019/2021, dovendo così coinvolgere i TLSB di altri presidi”.

“Oltre a mettere a rischio l’incolumità psicofisica di tutto il personale – conclude -, questa situazione determina un possibile rischio professionale e per la qualità delle prestazioni, e può aprire le porte ad esternalizzazioni di una parte delle attività. Si riscontra inoltre anche la mancanza di possibili progetti atti a migliorare i servizi e a valorizzare le lavoratrici e i lavoratori tanto nei grandi presidi che nelle zone periferiche”.

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