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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
lettera

Gli auguri di Natale del vescovo: “Nel freddo della notte, Dio si fa bambino e splende”

Riceviamo e pubblichiamo il consueto messaggio di augurio dell’arcivescovo della diocesi di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, in occasione delle festività natalizie:

«La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (Gv 1, 35)

Giusto un anno fa Papa Francesco, nella notte di Natale, apriva il Giubileo, presentandolo al mondo come un grande cammino verso la speranza: un anno di grazia in cui «rianimare la speranza», virtù difficile e necessaria in tempi di incertezza, cambiamenti e conflitti; la «virtù bambina», di cui persino Dio si meraviglia: «Quello che mi stupisce – dice Dio – è la speranza. E non me ne capacito. Quella piccola speranza che non sembra niente. Quella piccola bambina speranza» (C. Péguy).

Nel freddo e nel buio di una notte come tutte le altre, Dio si fa bambino e splende, nelle tenebre, come un lumicino da niente; l’avvertono solo i poveri pastori di Giuda, vigilanti accanto al gregge, e lasciano le loro pecore per andare a vederlo. Il resto della gente continua a dormire. Ma la storia sta già cambiando.

Nel freddo e nel buio dell’ennesima notte passata sui tetti, una stella tra le altre si fa notare dagli scrutatori del cielo, che decidono di affrontare un lungo viaggio per essere partecipi dell’evento annunciato dagli astri. Nessuno tra la gente dei loro popoli lontani, al risveglio, noterà niente, se non l’assenza di chi è improvvisamente partito. Eppure niente è più come prima.

Nella notte di Betlemme si è accesa una piccola luce di speranza, verso la quale si muove solo chi si fa trovare sveglio, tenuto desto dai propri desideri e dai propri bisogni. I sazi e gli indifferenti non si sono accorti di nulla. Del resto, come potrebbe risultare di qualche importanza la piccola luce di un bambino adagiato tra gli animali, nella parte più umile della casa? Chi ragiona in questo modo non lo sa, ma quella notte è rimasto prigioniero delle proprie tenebre, vinto da un’oscurità che non lascia spazio ad alcuna prospettiva.

Come ogni anno, torna il Natale. Sarà un Natale di speranza? Forse non per i sazi e gli indifferenti, quelli, cioè, che non si aspettano o non desiderano che qualcosa possa cambiare, dentro di sé e attorno a sé. Nel loro caso, le tenebre trionfano incontrastate: tutto rimane fermo così com’è, al di là delle apparenze festose e del fatturato dei commerci.

Per chi, invece, nella notte non riesce a dormire, pressato dai propri bisogni o inquietato dai propri sogni, anche una piccola luce può fare la differenza, indurre a lasciare qualcosa per mettersi in cammino verso un bene possibile, che fino a ieri era un sogno nel cassetto e oggi, grazie alla luce di quel bimbo, diventa concretamente raggiungibile. Basta una piccola speranza, appunto, e le tenebre sono vinte.

Buon Natale!

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