“Una giornata di ricordo, una giornata in cui evitiamo l’oblio su un fatto che è stato importantissimo per il nostro paese”. Queste le parole con cui Claudio Gemignani ha presentato l’evento che si è tenuto iere a Gombereto, frazione di Bagni di Lucca.
Un pomeriggio di storia, di memoria, di riconoscimento, in cui è stata inaugurata la targa che intitola il piccolo parco giochi del borgo a tre donne, Tecla Bucchi e le due sorelle Vera e Rita Silvestri, uccise in una sparatoria, durante la Seconda Guerra Mondiale.
A raccontare ai presenti delle tre vittime, il professor Fabrizio Nicoli, insegnante di filosofia e autoctono del luogo, che ha ripercorso, tramite una scrupolosa caccia alla fonte, la vicenda dello scontro tra soldati tedeschi e partigiani che ha portato alla morte delle donne.
Il comune di Bagni di Lucca è risaputo essere stato centro importante della resistenza partigiana, soprattutto per la presenza delle frazioni montane, dove i tedeschi non osavano avanzare per la conformazione del luogo, totalmente a favore dei locali. Essere nucleo partigiano esponeva però i comuni cittadini al mirino dei soldati di Hitler: Nicoli racconta che speciali divisioni d’assalto dell’esercito nazista furono inviate in Media Valle per scovare i partigiani nel giugno del 44; il 14 del mese questi iniziarono un fuoco di copertura che indusse i paesani ad abbandonare le abitazioni per rifugiarsi nelle campagne circostanti. Fu allora che le tre protagoniste della nostra storia vennero falciate dai colpi delle mitragliatrici, durante la fuga dal paese. Tecla morì sul colpo, le altre poco dopo, ferite mortalmente.
Gemignani ha sottolineato che l’intitolazione è stata organizzata e voluta dall’Associazione Paesana di Gombereto, col supporto fondamentale della Croce Rossa Italiana e dell’amministrazione comunale, oggi rappresentata dall’assessore Priscilla Valentino, lei stessa membro dell’Associazione, nata e cresciuta nella frazione.
“Oggi ricordiamo tre vittime dell’odio di un periodo buoio della nostra storia. – ha dichiarato Valentino nel suo saluto istituzionale – Un ricordo importante perché fatti come questo si ripetono ancora oggi nel mondo; in ogni momento storico c’è chi è più fortunato di altri a nascere in zone diverse del mondo, questo non ci deve rendere indifferenti, ma il nostro ricordo deve essere attivo, siamo diversi ma ora più che mai le diversità non contano, dobbiamo collaborare”.
Che momenti come questi possano essere quindi, non solo dei pezzi di storia, ma soprattutto portatori di riflessioni, di voglia di informarsi e di non chiudere mai gli occhi di fronte a realtà che sembrano lontane, ma che solo qualche decennio prima sono state vissute da compaesani, parenti, vicini di casa.

















