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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
camporgiano

Grande successo per Andrea Minuti a “La Valle dei Libri”: il cuore della montagna si racconta alla Coop Apuana

La montagna come luogo dell’anima, paesaggio interiore. Scelta di vita, lucida e consapevole.

Quello di ieri, alla Cooperativa Apuana Vagli di Camporgiano, è stato un viaggio umano, prima ancora che geografico. Un pomeriggio dedicato soprattutto a chi, la montagna, la scopre (come l’autore) e a chi, nel quotidiano, la vive. Con difficoltà, certo, ma anche con orgoglio. Con quell’attaccamento che è proprio di chi, alla propria terra, vuole bene. E non vuole che le ombre – che ci sono – oscurino le luci.

Grande successo di partecipazione e di interesse per il secondo appuntamento de “La Valle dei Libri”, la rassegna letteraria – itinerante e permanente – ideata e curata da La Gazzetta del Serchio con il patrocinio del Circolo della stampa di Lucca. Protagonista dell’incontro è stato lo scrittore pisano-labronico Andrea Minuti, giunto appositamente dalla Francia, dove oggi risiede, per presentare il suo libro, “Il cuore della montagna. In cammino nelle Apuane”, uscito per Kellermann: un’opera che non parla di sentieri, di cave o di imprese alpinistiche; ma che è, piuttosto, il racconto di una personale esperienza capace di far emergere il capitale, umano e sociale, della montagna intrecciando letteratura e antropologia, abbinate ad un’originale riflessione sul futuro delle cosiddette aree “interne”, “periferiche” o “montane”.

Ad aprire l’evento è stato il direttore responsabile del giornale, Andrea Cosimini, che ha messo subito in guardia: “Oggi siamo qui a celebrare il cuore della montagna – ha esordito – mettendo a confronto un doppio sguardo: quello di chi, questo cuore, lo ha percepito e raccontato venendo da fuori; e quello di chi, questo cuore lo incarna e lo fa pulsare ogni giorno grazie all’intraprendenza, l’entusiasmo e la capacità di guardare oltre”.

Il sindaco di Camporgiano Francesco Pifferi ha fatto i saluti di casa, soffermandosi in particolare su due definizioni della montagna fornite dal celebre scrittore Paolo Cognetti: “Se c’è un destino, quel destino abita nelle montagne” e ancora “La montagna è un modo di vivere la vita”. Il primo cittadino ha sottolineato come vivere in montagna comporti sacrifici, ma rappresenti anche una straordinaria occasione di incontro e di costruzione di comunità. A seguire è intervenuto Ottavio Baisi, presidente della Cooperativa Apuana Vagli, che ha ricordato come queste terre non siano mai state montagne di frontiera, ma piuttosto “di cerniera” – capaci, ovvero, di unire territori, culture e persone.

Nel dialogo con Elisa Togneri, firma de La Gazzetta, Andrea Minuti ha raccontato la genesi del suo libro e il rapporto personale con le Apuane. “Sono nato a Pisa, a pochi passi dalle loro ombre – ha spiegato -. Per una parte della mia vita le ho guardate da lontano, dal mare. Poi ho trascorso due settimane in quota e ho scoperto che le montagne ti guardano dentro. Quando, dopo anni, sono tornato, quella scintilla antica si è riaccesa e ho sentito il bisogno sincero di mettere sulla carta ciò che avevo provato attraversandole”.

Il libro percorre, in particolare, i territori dei comuni di Gallicano, Bagni di Lucca e Fabbriche di Vergemoli, raccontando luoghi e persone con uno sguardo che nasce dalla formazione antropologica dell’autore. “Mi piace arrivare in un luogo senza giudizio, con uno sguardo aperto – ha rimarcato -. Oggi le aree interne si trovano davanti a grandi interrogativi legati al cambiamento climatico e allo spopolamento. Credo sia importante osservare questi territori prima di esprimere sentenze, ascoltando le storie di chi li vive”.

Tra i luoghi più significativi del libro c’è Trassilico, descritto come un borgo capace di generare sensazioni contrastanti. “Ricordo il cielo stellato, la rocca ben conservata e una sensazione di continuo spaesamento – ha confessato Minuti -. Da una parte sembrava un luogo incantato e remoto, dall’altra arrivavano in lontananza i suoni delle discoteche della Versilia”. Un’immagine perfetta delle nostre aree interne: vicinissime a mondi completamente diversi, ma ancora custodi di una propria identità.

Fondamentale, nel racconto, è anche l’Eremo di Calomini, presidio spirituale al quale l’autore è particolarmente legato e dove prende forma il “cuore” simbolico dell’opera. “La montagna ti mette davanti a te stesso – ha concluso -. Chi va in montagna trova sempre qualcosa. All’Eremo ho vissuto un incontro che racconto nel libro e che lascio al lettore interpretare. Da lì nasce anche il titolo dell’opera”.

L’evento, strutturato in due parti distinte ma collegate fra loro, si è poi aperto all’ascolto, invitando ad intervenire alcune realtà locali che sono davvero l’anima di un territorio che ancora esiste e resiste. Il vice-sindaco di Bagni di Lucca Sebastiano Pacini, accompagnato dal consigliere delegato allo sport Silvano Salotti, ha evidenziato, nel suo appassionato intervento, un fenomeno incoraggiante che fa ben sperare sul futuro delle comunità più decentrate rispetto ai grandi conglomerati urbani: “A Bagni di Lucca – ha riportato – stiamo assistendo a un’inversione di tendenza. Sempre più giovani e coppie stanno scegliendo di tornare a vivere sul territorio”. Mentre Cesare Passigni, assessore alla cultura del comune di Fabbriche di Vergemoli, ha voluto evidenziare l’importanza di dare ai cittadini le stesse opportunità e diritti di chi vive in luoghi più agevolati come le città.

Tra i soggetti e le realtà di zona chiamate a prendere la parola, anche Salvatore Liggeri, a sua volta scrittore, che ha raccontato il proprio legame con la valle e il concetto di comunità, partendo dalla sua scelta drastica di abbandonare la frenetica vita di Dubai per l’autenticità dell’entroterra garfagnino: “Oggi vivo a Bolognana, piccola frazione di Gallicano, con mia moglie. Della Garfagnana mi ha conquistato il dettaglio. Qui ho vissuto un cambiamento profondo. Per anni ho avuto a che fare con i ruoli; in montagna, invece, vedo le persone. Non sindaci, professionisti, artisti: ma, prima di tutto, esseri umani. Ho ritrovato lo stesso spirito che avevo incontrato lungo il Cammino di Santiago, dove giudici e operai camminavano insieme senza etichette”. Liggeri ha poi richiamato il concetto di “restanza” elaborato dall’antropologo Vito Teti: “Chi sceglie di restare rinuncia a qualcosa, forse a un sogno diverso – ha osservato -, ma decide di amare il proprio territorio e di costruirvi il proprio futuro”.

Molto apprezzato anche l’intervento di Vittorio Verole-Bozzello, direttore della Grotta del Vento – una delle attrazioni turistiche maggiori della Valle del Serchio -, che ha ripercorso la storia della valorizzazione del celebre sito naturalistico. “Per anni ho visitato centinaia di grotte in tutta Europa, osservando ciò che funzionava e ciò che invece poteva essere migliorato – ha raccontato -. Il mio obiettivo era permettere ai visitatori non soltanto di vedere una grotta, ma di comprenderne la storia, la formazione e le caratteristiche. Dopo aver conosciuto oltre 400 realtà diverse, ho trovato nella Grotta del Vento il luogo ideale per mettere in pratica questa idea di divulgazione e valorizzazione. Certo, c’è da fare di più sul fronte della viabilità e dei servizi. I turisti vogliono trovare sul territorio ciò che gli viene promesso. Soprattutto nei periodi di maggior afflusso”.

Presente anche Fabio Corsi della Società RockOnda, realtà molto attiva nel territorio della Val di Lima, che ha voluto porre l’accento sull’eccezionale exploit delle attività outdoor lungo i nostri fiumi e la realizzazione, ormai prossima, di un sogno: “Un campo di slalom canoa e rafting, in località Cevoli a Fabbriche di Casabasciana, che sarà il terzo più grande d’Italia”. Infine Giovanni Rocchi, abitante di Gallicano ma originario di Trassilico, ha condiviso alcune testimonianze storiche legate al suo borgo, dall’illustre passato, che ha dato i natali a personalità importanti e da riscoprire.

L’incontro si è concluso tra gli applausi dei tanti spettatori in sala e con un rinfresco gentilmente offerto dalla Cooperativa Apuana Vagli.

Più che una semplice presentazione letteraria, il pomeriggio si è trasformato in un’occasione di confronto sul presente e sul futuro della montagna. Un dialogo tra amministratori, operatori, scrittori e cittadini che ha messo al centro una domanda fondamentale: come continuare a vivere e valorizzare questi territori senza perdere la loro anima?

Una domanda, alla quale il libro di Andrea Minuti prova a rispondere attraverso il passo lento del cammino e l’ascolto delle storie che abitano il cuore delle Apuane.

Foto di Tommaso Teora

Servizio video di Giulia Rapaioli

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