Quest’anno il Museo Linea Gotica Garfagnana, a Molazzana, compie il suo decimo compleanno: ieri era aperto, in concomitanza del diorama vivente avvenuto la mattina sulle trincee del Grottorotondo.
Dieci anni intensi, non privi di difficoltà come ribadito da Ruggero Bilia: “Non con pochi sacrifici, chi per via del proprio lavoro, chi per l’età, siamo riusciti a fondare e portare avanti questo posto, accumunati da tanta passione senza la quale non si sarebbe potuto creare niente”.
È stato richiamato, quindi, il fatto di come il museo – allestito nelle ex scuole elementari di Molazzana – sia uno spazio condiviso da una scuola di musica, e del progetto comunale che dovrebbe portare a trasferire quest’ultima attività per far sì che l’intera area sia a completa disposizione del museo: “I reperti aumentano, un po’ per via di quelli donati, un po’ per quelli che vengono trovati” spiega Ruggero.
Il personale, volontario, vede come presidente Paolo Riani, affiancato da Tiziano Mazzanti, Cesare Daprato, Stefano Bacci, Ruggero Bilia, Andreozzi Elisa, Federico e Roberto Paoli.
Il museo vanta un primato: gli oggetti, a differenza di tanti altri musei dove parte del repertorio è acquistato, qui provengono interamente dalle cantine e dal terreno della nostra valle – rilevati, in quest’ultimo caso, grazie all’azione del metaldetector. Altra particolarità: una stupenda stanza dedicata solo al repertorio aereo.
L’invito ai lettori è certamente quello di visitare questo posto, la cui attrattività, oltre che stare nei reperti storici custoditi, è moltiplicata dalla bellezza del panorama mozzafiato sulla nostra valle. Il museo sarà aperto tutte le domeniche fino al mese di settembre e sarà possibile visitarlo mettendosi semplicemente d’accordo con il personale, anche fuori dai giorni di apertura previsti.
L’augurio è che il comune riesca a trovare una soluzione per entrambe le attività all’interno dell’edificio e che il personale del museo possa avere lo spazio meritato, dopo anni di lavoro nel recupero dei tanti reperti storici presenti.
Foto di Nicola Tognetti











