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Redazione
ANNO XIVgiovedì 13 Agosto 2026
il teatro è servito

Grandiosa Veronica Pivetti all’Alfieri: smonta tutte le sciocchezze sulle donne

Uno spettacolo grandioso, ieri sera, al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana. Davvero ben fatto. Cantato e recitato alla grande. “L’inferiorità mentale della donna”, scritto da Giovanna Gra ed interpretato da Veronica Pivetti, coadiuvata dal musicista, ballerino e attore Cristian Ruiz.

La colonna sonora e gli arrangiamenti musicali sono stati firmati da Alessandro Nidi. I costumi – bellissimi – da Nicolao Atelier Venezia che, nella prima parte dello spettacolo, hanno ricordato lo stile ‘steampunk’ proprio per evidenziare il periodo dei primi del novecento; quello dove si muovevano “scienziati” (in questo caso, una parola grossa) come Paul Julius Möbius (1853 -1907) – la cui notorietà è dovuta principalmente al controverso libro “L’inferiorità mentale della donna” che è considerato un “classico” di razzismo nei confronti della donna – e Cesare Lombroso (1835-1909) “criminologo” antelitteram – anche lui con idee discriminatorie nei confronti del genere femminile.

Il racconto di Veronica parte proprio dalle considerazioni di questi due “luminari” e, sopratutto, da Möbius (nipote del Möbius matematico, famoso per il ‘nastro di Moebius’, quello del simbolo del riciclo) che aveva delle idee incredibili sull’inferiorità della donna, come “Mentre la donna piange sta studiando l’inganno” o anche “La donna soffre la metà degli uomini” e “Le donne sono uomini piccoli“, “Le donne non devono saper leggere” [sic!]. Per arrivare poi a Lombroso: “Il maschio è la femmina più perfetta” [sic! sic!].

Veronica racconta di questi trattati, mettendo bene in evidenza i pensieri che vi aleggiavano. E ogni tanto le scappano parole come “minchionerie”. La parte raccontata viene arricchita da brani musicali, cantati in modo incredibile da Veronica, accompagnata magistralmente da Cristian Ruiz, che le fa da spalla suonando, ballando e cantando. Alcuni brani arrivano dalla canzone popolare italiana, anche rivisitati come “Sono una donna non sono una santa” o “È nato un piccirillo nero nero”.

Il brano più bello, proprio per come lo ha interpretato, è stato “Sei bellissima” di Loredana Bertè, che mi ha davvero commosso.

La seconda parte dello spettacolo è legata molto di più al mondo di oggi, dove sono state affrontate questioni molto più attuali – come la considerazione delle donne in medicina che hanno potuto avere dei farmaci specifici solo dopo gli anni ’80.

Poi “ovviamente” (ma non così ovviamente, per la verità) è stato trattato il tema della violenza sulle donne, il fatto che molte volte le sentenze non sono state a favore di quest’ultime con giustificazioni puerili del tipo “Non è violenza perché non era vergine” o “Aveva gli slip rossi“, “La porta era accostata“. Frasi che, purtroppo, abbiamo sentito molte volte. Non è mancata la citazione al “consenso” – ops, “dissenso” – della legge in discussione al senato su che cosa sia uno stupro.

In questa seconda parte, Cristian Ruiz ha cantato una bellissima “With or without you” degli U2 e la Pivetti una incredibile “I’m your man” di Leonard Coen.

In fondo allo spettacolo hanno cantato insieme “Ricetta di donna” della Vanoni, come una sorta di bis: Veronica è salita sul palco con una maglietta diversa dai costumi di scena, ma pertinente con lo spettacolo, con su scritto “feminism”.

Uno show profondo, ben congegnato, non scontato. Perché è facile con questo tema, scivolare nell’ovvio e nel già sentito. Non è questo il caso. E purtroppo, visti i tempi e i pensieri reazionari di oggi, è bene che questi spettacoli ci siano, eccome.

Proprio in questi giorni, sui social, ho pescato quello che un politico del modenese ha detto in un consiglio comunale: “Il diritto di voto alle donne è stato dato solo nel ’46 perché c’era il fondato motivo che questo fosse un primo attacco all’unità familiare, la storia si è incaricata di dimostrare che era più che fondato…” Ovviamente è un pensiero solo di un politico locale, ma si innesta in un mondo dove ovunque si sentono affermazioni assurde sulle donne.

Applausi a scena aperta sui brani cantati e, ovviamente, sul finale. Tutti veramente meritati. Fuori dal teatro, tutte e tutti erano molto entusiasti per lo spettacolo.

Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo. La stagione teatrale è stata finora incredibile e continua alla grande: giovedì 26 febbraio, infatti, ci saranno Cesare Bocci e Vittoria Vittoria Belvedere in “Indovina chi viene a cena”.

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