La poesia diventa un ponte silenzioso tra ciò che viviamo e ciò che non riusciamo a dire. Le parole, quando si fanno versi, smettono di spiegare e iniziano a suggerire: immagini rapide, lampi di colore che ognuno porta dentro di sé e traduce in emozione. È forse questo il cuore più vero della scrittura poetica: non chiudere i sentimenti in definizioni, ma aprirli, lasciando che chi legge possa riconoscersi, ritrovarsi, persino consolarsi.
Con questa sensibilità Sara Moscardini introduce la figura di Paola Giovannetti, docente presso la scuola primaria di Fornaci di Barga, che in ambito artistico e letterario firma le sue opere con lo pseudonimo Matilde Estensi: “Matilde” in omaggio a Matilde di Canossa, figura femminile forte e simbolica della storia italiana, ed “Estensi” per richiamare la grande famiglia degli Este, legata al ducato di Modena e Ferrara. Un nome d’arte che è già una dichiarazione di intenti: radici storiche, cultura, identità.
Il suo ultimo lavoro, “I colori dell’anima” (Aletti Editore, 2023), nasce in un periodo difficile: quello del Covid. Paola non ha vissuto quei mesi in modo passivo; al contrario, li ha trasformati in occasione per incentivare la propria creatività, lasciando che il silenzio e la sospensione del tempo diventassero terreno fertile per la scrittura. Il libro, la cui copertina ritrae una panchina immersa nei colori autunnali – uno scatto realizzato dalla stessa autrice presso il parcheggio di San Cristoforo a Barga – è un invito a sedersi, osservare e ascoltare.
Le liriche, brevi e in rima, sono state tradotte in arabo da Hafez Haidar, intellettuale di fama internazionale, candidato per due volte al Premio Nobel, direttore di manifestazioni culturali di respiro mondiale, già docente universitario, che ha curato la versione in lingua in collaborazione con Aletti Editore. Un passaggio importante, che porta la poesia di Paola oltre i confini e la apre a nuovi lettori e nuove culture.
La poetessa ama ricordare che “la poesia non deve andare nel dettaglio: deve suggerire”. È il lettore, poi, a raccogliere le immagini dei versi e a tradurle in emozione. Così, in queste pagine, i colori diventano simboli interiori: bianco neve, rosso fiamma, giallo della luce. Sono tonalità che toccano l’animo, che rimandano a sensazioni profonde più che a descrizioni letterali.
I temi che attraversano la raccolta sono quelli a lei più cari: la natura e la bellezza di ciò che ci circonda, l’amore per gli affetti, il tempo che scorre, la speranza. Anche negli inverni più duri, suggerisce Paola, “sotto il ghiaccio c’è sempre una rinascita”. Non a caso, la prima lirica è dedicata alla Pania e ai suoi tramonti invernali: in pochi versi riesce a restituire la grandezza di un paesaggio e la forza dei sentimenti che suscita. Concetti complessi, condensati in immagini essenziali.
Paola racconta di essere da circa dieci anni nella “scuderia” di Aletti Editore, accanto al professor Aletti, non solo editore ma anche formatore. Quando la casa editrice apre le selezioni per la traduzione in arabo, lei invia i suoi testi: viene selezionata, firma il contratto e manda la copia in redazione, senza prefazione né immagini. Il titolo, spiega, nasce da una sorta di intuizione visiva: “Ho immaginato che l’anima, questa dimensione così segreta, si vesta di colori a seconda delle emozioni”. Così si definisce anche come autrice: una poeta esistenziale, che si interroga sulla vita, sulla morte, sul dolore, trovando nella natura continua ispirazione. Forte è anche il legame tra poesia e pittura, tra parola ed emozione in forma di colore.
La copertina del libro è legata a un ricordo particolare: la panchina ritratta nella foto richiama alla mente l’iniziativa della “panchina online” di Aletti Editore, durante il Covid, quando poeti e autori leggevano i propri testi in collegamento e li interpretavano, creando uno spazio virtuale di incontro e di condivisione. Quella panchina, oggi, è diventata simbolo visivo di quell’esperienza: un luogo reale che custodisce un ricordo collettivo.
Nel corso della presentazione, il consigliere comunale Filippo Lunardi ha voluto sottolineare il valore di Paola per il territorio: “Mi fa sempre piacere venire alle presentazioni di Paola, un po’ per ciò che ci lega, un po’ perché Paola è un’artista a tutto tondo ed è davvero un valore aggiunto per Barga”.
In fondo, libri come “I colori dell’anima” ci ricordano che la poesia non è un lusso per pochi, ma una forma di ascolto. Quando una maestra di scuola primaria, una donna di questo territorio, riesce a trasformare la propria sensibilità in versi che viaggiano in altre lingue e in altri Paesi, accade qualcosa di prezioso: la vita quotidiana si fa arte, e l’arte rimanda alla vita, in un gioco continuo di rimandi.
Forse è proprio questo il messaggio più forte che resta, chiudendo il libro e tornando al nostro presente: anche nei momenti più difficili, quando il mondo sembra fermarsi, possiamo scegliere di non subirlo, ma di trasformarlo in colore. La poesia non spiega tutto, ma apre spiragli. E in quegli spiragli, come insegna Paola Giovannetti alias Matilde Estensi, può entrare una luce nuova, capace di dare all’anima un’altra sfumatura.




