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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
villa collemandina

I ragazzi di Villa a Dublino: tra pub e melodie si riaccende il sogno comune

C’è un filo sottile, invisibile ma fortissimo, che lega dieci amici da oltre 40 anni. È fatto di note, risate, viaggi e ricordi. È il filo della musica e dell’amicizia, che neppure il tempo ha saputo spezzare.

Loro sono “I Ragazzi di Villa”, una band nata nel 1980 tra le strade silenziose del piccolo borgo garfagnino e rinata più volte, ogni volta più vera. Appena rientrati da un emozionante viaggio a Dublino, cuore pulsante della musica celtica e folk-rock, i dieci amici hanno riacceso memorie profonde.

Tra pub dal sapore antico e melodie che attraversano l’anima, si sono ritrovati non solo come compagni di una vita, ma come fratelli legati da un sogno comune. “È stato un momento bellissimo” racconta Francesca, una delle storiche componenti del gruppo. “Ritrovarci è stata un’occasione unica per stare insieme, ricordare e rivivere ciò che siamo stati e ciò che, in fondo, siamo ancora.”

L’avventura dei “Ragazzi di Villa” cominciò ufficialmente il 9 luglio 1981, con un concerto nel chiostro di Villa Collemandina destinato a restare nella memoria collettiva. Guidati dal loro mentore, il maestro Mauro Peccioli, musicista e anima del gruppo, quei bambini e adolescenti portarono sul palco clarinetti, sassofoni, corni e batterie, in un’esplosione di talento e passione.

Poi la vita li ha portati lontano, come spesso accade. Ma l’eco di quella musica non si è mai spenta. Nell’agosto 2023, in un’improvvisa ma sentita “reunion”, hanno rispolverato gli strumenti e regalato al paese un concerto carico di emozione, sempre sotto la guida del maestro Peccioli.

E ora, l’Irlanda. Non un semplice viaggio, ma una celebrazione della loro coesione e della loro memoria condivisa. “Abbiamo voluto creare un momento tutto nostro, un patto d’amicizia eterna” continua Francesca. “Perché noi non siamo solo un gruppo: siamo parte della stessa storia”.

Ancora oggi, come allora, indossano tutti la stessa maglietta bianca con cui si esibirono nel lontano 1981. Un simbolo semplice ma potente, che dice molto più di mille parole: la bellezza delle cose uniche, di ciò che non ha bisogno di spiegazioni per essere vero.

“Che cosa inventeranno ora i Ragazzi di Villa?” si chiedono in paese. “Non lo sappiamo,” risponde Francesca con un sorriso. “Forse un nuovo revival, forse qualcosa di diverso. Ma di certo sarà autentico. Come ci ricorda sempre il nostro Mauro: le cose sono belle perché sono uniche”.

E, in fondo, basta una strofa di una vecchia canzone per dire tutto: “Amico è… un silenzio che può diventare musica da cantare in coro”. E loro, i Ragazzi di Villa, continuano a cantarla insieme. Da sempre. Per sempre.

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