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Redazione
ANNO XIVsabato 11 Luglio 2026
Volti e storie di Corsagna negli ultimi settant’anni

I sindaci del Regno a Borgo a Mozzano: la storia si ferma davanti al nome di Giuseppe Bacci, “il Podestà”

Ancora un volto che racconta la memoria della nostra comunità. In questi ritratti ho scelto di non indicare date di nascita o di morte: ciò che conta è la vita vissuta, il ricordo e il segno lasciato nella comunità.

Nel palazzo comunale di Borgo a Mozzano esiste una grande cornice che forse molti cittadini hanno visto senza però soffermarsi davvero a leggerla. È l’elenco dei “Sindaci del Regno”, una lunga successione di nomi che dal 1867 accompagna la storia amministrativa del territorio fino agli anni della Liberazione. Guardare quella targa significa attraversare quasi ottant’anni di storia italiana: il Regno d’Italia, le difficoltà delle comunità rurali della Valle del Serchio, il periodo fascista, la guerra e infine la rinascita democratica. Dentro quei nomi non c’è soltanto la politica, ma la vita quotidiana delle persone, delle famiglie e dei paesi.

Anche Corsagna, nel corso della sua storia, ha avuto un proprio rappresentante ai vertici dell’amministrazione comunale. Fra tutti quei nomi emerge infatti quello di Giuseppe Bacci, figura profondamente legata alla vita del paese e alla storia amministrativa di Borgo a Mozzano.

Giuseppe Bacci apparteneva a una famiglia considerata molto benestante per quei tempi. La famiglia possedeva beni immobili e numerosi appezzamenti di terreno, elementi che allora rappresentavano prestigio, sicurezza economica e peso sociale all’interno della comunità. Il padre era Antonio Bacci, mentre la madre si chiamava Elisa Papera, appartenente allo storico casato Papera di via di Postabbio, la cosiddetta Corte Papera, ancora oggi esistente e ben conosciuta a Corsagna. Giuseppe Bacci aveva inoltre una sorella, Emilia, nome che appartiene anch’esso alla memoria storica della comunità.

I genitori di Giuseppe Bacci fecero notevoli sacrifici per garantire al figlio un percorso di studi importante, scelta non comune nei piccoli paesi della Valle del Serchio di allora. Quegli sforzi gli permisero di laurearsi in Medicina presso l’Università di Pisa, un traguardo prestigioso che contribuì ad accrescere il suo ruolo e la sua considerazione sociale. Successivamente Giuseppe Bacci svolse anche l’attività di funzionario della Banca Toscana, lavorando per molti anni presso l’agenzia di Borgo a Mozzano in via Umberto. In un’epoca in cui il rapporto tra banca e cittadini era profondamente diverso da quello attuale, il funzionario rappresentava spesso una figura di fiducia per famiglie, agricoltori, commercianti e artigiani.

Giuseppe Bacci aveva sposato Flavia Papera, altra figura appartenente a una famiglia molto conosciuta e stimata del paese. La coppia non ebbe figli, ma lasciò comunque un segno importante nella memoria collettiva di Corsagna. L’importanza sociale della famiglia Bacci era testimoniata anche dalla presenza della cappellina privata in località Pianelli, realizzata come luogo di raccoglimento e devozione familiare. Con il passare degli anni la cappellina venne lasciata alla parrocchia di Corsagna, entrando così a far parte del patrimonio religioso e storico della comunità.

Nell’elenco dei sindaci del Regno, Giuseppe Bacci compare più volte: fu podestà dal 1930 al 1934, commissario prefettizio nel 1934-1935 e nuovamente podestà dal 1935 al 1938. Anni complessi, che appartenevano a una fase delicata della storia nazionale e locale. Con la fine del fascismo e la nascita della Repubblica, il quadro politico italiano cambiò radicalmente. Anche Giuseppe Bacci, come molti amministratori e professionisti dell’epoca, seppe inserirsi nella nuova stagione democratica, diventando un autorevole esponente della Democrazia Cristiana di Borgo a Mozzano, partito che avrebbe caratterizzato per decenni la vita politica italiana.

Un aspetto poco conosciuto della biografia di Giuseppe Bacci riguarda il rapporto di amicizia che lo legò a Giuseppe Saragat, una delle figure più importanti della politica italiana del Novecento e futuro Presidente della Repubblica. La particolarità di questo legame sta nel fatto che Saragat fu uno dei più convinti esponenti dell’antifascismo democratico italiano, mentre Giuseppe Bacci aveva ricoperto il ruolo di podestà durante il periodo fascista. Eppure, al di là delle differenti esperienze politiche, tra i due nacque e si consolidò una sincera amicizia personale, fondata sulla reciproca stima e sul rispetto umano.

Secondo le testimonianze dei familiari, tra Giuseppe Bacci e Giuseppe Saragat vi fu per molti anni una fitta corrispondenza. Ancora oggi la famiglia conserva con cura lettere e documenti che testimoniano questo rapporto, considerandoli una preziosa memoria storica. È una vicenda che racconta come, in un’Italia uscita dalle divisioni della guerra e delle contrapposizioni ideologiche, vi fossero persone capaci di anteporre il valore dell’amicizia e del dialogo alle appartenenze politiche.

Anche questo particolare contribuisce a delineare il profilo di Giuseppe Bacci: un uomo profondamente legato a Corsagna e alla Valle del Serchio che attraversò stagioni politiche molto diverse tra loro, mantenendo relazioni con personalità di primo piano della vita nazionale.
Naturalmente la storia deve essere letta nel contesto del proprio tempo. Quelle figure amministrative operavano in una realtà fatta di povertà, emigrazione, strade difficili, servizi essenziali e una società ancora prevalentemente agricola. Erano amministratori che vivevano il territorio quotidianamente e conoscevano direttamente le famiglie e i loro problemi.

Forse è proprio questo che rende interessante quella vecchia targa del Comune: non è soltanto un elenco di nomi, ma una fotografia della classe dirigente locale che ha attraversato alcuni dei momenti più importanti e difficili della storia italiana.

Tra tutti quei nomi, quello di Giuseppe Bacci, “il Podestà” di Corsagna, continua ancora oggi a richiamare il ricordo di una famiglia che ha lasciato un’impronta significativa nella vita civile, economica e sociale della comunità. Un frammento di storia locale che merita di essere conosciuto e tramandato alle nuove generazioni.

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