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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Il capolavoro di Ariosto rivive nella Rocca di Castelnuovo: Manetti resta incantata dal “Palazzo di Atlante”

Poco più di 500 anni fa Ludovico Ariosto, inviato dal duca Alfonso I d’Este, arrivò in Garfagnana come governatore e così scrisse: “Mi fecero da poeta a uomo di governo”. Si ritrovò, infatti, a gestire una terra difficile – tra furti, omicidi e una situazione politica molto instabile – dove fu incaricato di ristabilire l’ordine.

I tre anni di governo a Castelnuovo hanno lasciato il segno nella cittadina che ha reso onore al suo illustre commissario intitolandogli la Rocca dove dimorò dal 1522 al 1525.

Ristrutturata e riqualificata, oggi questa fortificazione – simbolo del capoluogo garfagnino – non è più un palazzo amministrativo, ma un vero e proprio museo all’avanguardia, multimediale e innovativo, in cui vivere un’esperienza narrativa e sensoriale profondamente immersiva, in grado di raccontare “L’Orlando Furioso” – il capolavoro dell’Ariosto -, a partire dalla lettura che ne ha fatto Italo Calvino, e il legame profondo e complesso tra il poeta e la Garfagnana.

L’assessora della Regione Toscana Cristina Manetti, giunta questo pomeriggio per conoscere da vicino il progetto de “Il palazzo di Atlante – Museo furioso della Rocca Ariostesca”, ne è rimasta incantata. Ad accoglierla il sindaco Andrea Tagliasacchi, i consiglieri comunali Rebecca Moscardini e Massimiliano Lana e il consigliere regionale Mario Puppa, assieme a Francesca Velani, presidente di Promo Pa, e Ana Shametaj, regista e fondatrice del collettivo artistico Kokoschka Revival che si occupa dell’allestimento del museo, le quali hanno potuto spiegare il progetto artistico in modo più approfondito e dettagliato.

“Il Palazzo di Atlante” non si presenta come un museo tradizionale, fatto di semplici documenti e teche; ma è uno spazio scenico e multimediale da vivere in prima persona. Le installazioni immersive trasformano gli ambienti della Rocca in un labirinto ispirato proprio al castello menzionato nell’Orlando Furioso, risultato dell’incanto del mago Atlante: luogo simbolico dello smarrimento e delle illusioni “i vari marmi con suttil lavoro / edificato era il palazzo altiero”.

Tramite scenografie digitali, musica originale e proiezioni i visitatori vengono accompagnati in un percorso intenso in cui i personaggi prendono vita mischiando il poema di Ariosto a tematiche più attuali.

La visita ha previsto anche l’utilizzo dell’ascensore panoramico che rappresenta il volo dell’ippogrifo e che porta alla torre campanaria, simbolicamente la Luna su cui si trova il senno perduto di Orlando che Astolfo è andato a recuperare.

Durante la visita, l’assessora Manetti ha potuto osservare da vicino gli spazi riqualificati e il lavoro artistico ancora in evoluzione, soffermandosi sul valore culturale di un progetto che unisce patrimonio storico, tecnologia, letteratura e arte. Il museo, una volta completato, ha infatti l’obiettivo di diventare un punto di riferimento culturale capace di attrarre visitatori anche oltre i confini della Garfagnana.

Quello che il “Palazzo di Atlante” cerca di regalare al visitatore è un itinerario dentro le paure, le follie e i desideri che Ariosto ha saputo raccontare nella sua grande opera – la quale riesce a parlarci e ad emozionarci ancora oggi, cinque secoli dopo.

La Rocca, insomma, si è trasformata in un luogo in cui la poesia diventa esperienza concreta e dove chi vi accede diventa protagonista di un meraviglioso viaggio introspettivo.

Foto di Elisa Togneri

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