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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
castiglione di garfagnana

Il Castagno di Pratofosco in mostra a Castiglione: una storia secolare

Qual è il segreto di elisir di lunga vita del castagno, pianta delle “fogaceae”, molto diffuso sulle montagne della Garfagnana?

La maestosità di un esemplare unico è ospite e protagonista dal 5 luglio in una mostra “Amici del Castagno di Pratofosco” all’interno della Torre dell’Orologio di Castiglione di Garfagnana. Tanta bellezza e identità per questo “albero del pane”, definizione storica che attribuiva al castagno una funzione primaria nel mondo contadino, dove un detto popolare azzeccato recitava “Del castagno non si butta niente“, poiché suscettibile di vari impieghi, a partire dal valore nutrizionale e organolettico del frutto che, anche in tempi non troppo lontani, ha salvato dalla fame e dalla carestia intere popolazioni del territorio; per arrivare all’impiego dei rami come legna da ardere e l’utilizzo delle foglie come letto privilegiato degli animali.

Ma andiamo a conoscere questa creatura che, tra mito e leggenda, vive da oltre 500 anni. Prende il nome dal suo habitat “Pratofosco” situato in una radura a 900 metri sotto località “Boccaia” e a circa due chilometri dal borgo di San Pellegrino in Alpe. La genesi di un albero “Castanea Sativa” che ha visto e generato la storia di un’era. Sotto le sue foglie, al riparo dalle intemperie, tanti viandanti, ma anche truppe militari che hanno invaso la regione: francesi, tedesche, spagnole e austriache. Dall’alto dei suoi 15 metri il castagno “Pratofosco” ha potuto osservare con un binocolo attento le varie evoluzioni scientifiche di tanti secoli illuminati: la scoperta delle Americhe di Colombo, il primo uomo sulla Luna, i nuovi pianeti, le geniali teorie astronomiche, da Copernico, a Newton, per arrivare a Darwin e tante altre rivoluzioni.

A scoprire e valorizzare tanta bellezza, un’associazione del comune di Castiglione di Garfagnana, “Gli amici del Castagno di Pratofosco” che, da dieci anni, “coccola” e mette in evidenza le peculiarità di questa specie silvana. Il gruppo di volontariato, presieduto da Mario Pioli, porta avanti inoltre un percorso a tutela e recupero del patrimonio paesaggistico e architettonico di piccole entità di culto, come mestaine e cappelle votive distribuite nella zona e che necessitano di attenti lavori di ripristino originale.

Un esempio di terzo settore dinamico, al cui interno convergono importanti risorse umane. Il segretario del gruppo di volontariato Ettore Benedetti esemplifica così la loro attività: “Il nostro obiettivo è preservare il ricco patrimonio locale, affinché possa essere trasmesso alle generazioni future. Non possiamo e non dobbiamo perdere le nostre radici e l’identità dei luoghi”.

Dal primo agosto la mostra sarà visitabile all’interno del Santuario di San Pellegrino in Alpe. L’evento è organizzato dai “Patriarchi” volontari dell’associazione, con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca, dell’amministrazione comunale, della pro loco di Castiglione di Garfagnana e con il patrocinio delle associazioni: Città del Castagno, Castanicoltori della Garfagnana e Centro Commerciale Naturale di Castiglione.

Una storia unica quella del castagno “Pratofosco” che, dopo 500 anni, passando tra miti, evoluzioni e leggende, possiede ancora un fascino ammaliante in grado di stupire.

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