Ero seduto lungo lo Swan River, a Perth, assieme a mia moglie: lei attenta a leggere un libro, io a passeggiare sui prati lungo il fiume, con davanti a noi i grattacieli della City che si stagliavano nitidi all’orizzonte, riflessi nell’acqua. Il panorama dei palazzi di vetro e acciaio e il lento scorrere del fiume creavano un contrasto sorprendentemente bello tra natura e architettura moderna.
Mentre guardavo l’acqua e il cielo che si fondevano all’orizzonte, pensavo ai chilometri che mi separano dall’Italia, ma anche ai fili invisibili che continuano a legarmi alle mie radici.
A un certo punto ho notato una bella ragazza, seduta poco distante. Mi sembrava europea e mi sono avvicinato un po’, per vederla meglio ma anche per capire la sua provenienza. Leggeva con attenzione, sottolineava, tornava indietro su alcune pagine. Ho visto con sorpresa la copertina: era il libro dell’ultimo lavoro del professor Francesco Poggi.
Mi è scappato un sorriso. Le ho chiesto, quasi per caso, se fosse italiana. «Sì, siciliana», mi ha risposto. Studio Economia qui a Perth, e alcune amiche di Pisa mi hanno mandato questo libro in regalo come lettura interessante.
Mi ha spiegato che il testo affronta i grandi nodi dell’economia contemporanea: le trasformazioni dei mercati globali, l’aumento delle disuguaglianze, il rapporto delicato tra politica e finanza, il ruolo dello Stato nella regolazione dell’economia. Un libro che non si limita ai numeri, ma riflette sull’etica pubblica, sulla responsabilità delle classi dirigenti, e sulla necessità di coniugare crescita e giustizia sociale.
Ascoltandola parlare, sentivo dentro di me una piccola soddisfazione. Poi le ho detto, con naturalezza: «Guarda che Francesco è un mio amico». Mi ha guardato incredula. Pensava stessi scherzando.
Allora le ho raccontato chi è davvero: il suo percorso universitario, la passione per lo studio, ma anche la sua storia politica, l’impegno civile, la coerenza di una vita spesa tra insegnamento e partecipazione pubblica. Le ho spiegato che dietro quelle pagine c’è una persona concreta, con idee forti, con una visione del mondo maturata negli anni, non solo tra le aule universitarie ma anche dentro le dinamiche della società reale.
Lei quasi non ci credeva. Continuava a ripetere: «Ma davvero lo conosce?» In quel momento ho percepito qualcosa di speciale. Lì, sulle rive dello Swan River, con davanti a noi quella magnifica skyline di grattacieli, una ragazza siciliana studiava un libro scritto da un professore italiano che io conosco personalmente. Il mondo si è fatto piccolo, compatto, sorprendentemente vicino.
Ho pensato che la cultura fa questo: costruisce ponti silenziosi. Attraversa oceani senza fare rumore. Tiene insieme le storie delle persone. E io, seduto a Perth, lungo lo Swan River, passeggiando tra i prati accanto a mia moglie, con i grattacieli della City che brillavano al tramonto, mi sono sentito parte di quel ponte.
Immagine di copertina generata con l’intelligenza artificiale
borgo a mozzano
Il libro del professor Francesco Poggi tra le mani di una ragazza a Perth
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Mediavalle