Il maltempo non ha fermato l’ultima serata della rassegna “Talk in Villa”, che ha chiuso con un grande successo di pubblico. La sala della Misericordia di Piano di Coreglia, messa gentilmente a disposizione dalla confraternita, era gremita per l’incontro con lo scrittore Salvatore Liggeri che ha condiviso con sincerità la sua storia di dolore, viaggi e rinascita.
A condurre la serata è stata Giulia Rapaioli, che ha guidato il pubblico in tre tappe narrative: dal monastero tibetano raccontato in “A due passi dal Tibet”, al percorso umano e interiore del docufilm “Viandante”, fino al Giappone di “Kyoto canta a novembre”, dove l’incontro con l’anziano Haruto diventa simbolo di amicizia e guarigione reciproca.
Durante la conversazione, Giulia ha posto a Liggeri domande profonde sulla sua esperienza di vita: il cammino come strumento di consapevolezza, la scelta di lasciare un lavoro ben retribuito a Dubai per ritrovare la semplicità in Garfagnana, la ricerca di verità vissuta accanto ai monaci tibetani e infine le suggestioni del viaggio in Giappone. Nel corso del dialogo è emersa con forza la cifra più autentica della sua storia: non quella di un eroe, ma di un uomo con i suoi smarrimenti, cadute e riprese, capace però di trasformare le ferite in un percorso di rinascita interiore.
Accanto a questi temi, Liggeri ha ripercorso anche i momenti più bui della sua vita: la depressione e l’alcolismo, conseguenza di una relazione tossica e violenta e, soprattutto, del dolore legato al fatto di non poter più vedere la figlia. Una ferita profonda che lo ha segnato a lungo e che ha reso ancora più forte il valore della sua rinascita. In questo quadro, il viaggio assume un ruolo decisivo: da una parte come fuga dal senso di colpa, dall’altra come ricerca del senso della vita e del senso di sé.
La serata è stata arricchita da momenti di grande intensità: le letture di Rebecca Moscardini, che ha dato voce ad alcuni passi dei libri di Liggeri, e l’intermezzo musicale con il violinista Federico Cappa, che ha eseguito “Greensleeves”, brano centrale nel docufilm “Viandante” che vede protagonista l’autore. Cappa era presente insieme a Francesco Millepiedi e Pietro Balestri della produzione Eventi Salute Società e Spettacolo.
L’amministrazione comunale di Coreglia Antelminelli, presente con il sindaco Marco Remaschi, l’assessore alle politiche culturali Lara Baldacci e il vice-sindaco Giorgio Franco Daniele, ha voluto omaggiare il direttore della rassegna Andrea Cosimini con una preziosa raccolta di opere del maestro Antonio Possenti, dedicate a Garibaldi a Coreglia. Nel suo intervento finale, Cosimini ha ripercorso le sei tappe di questa prima edizione di Talk in Villa, ringraziando i collaboratori per la serietà e la competenza con le quali hanno organizzato e condotto ogni serata.
Il primo cittadino si è complimentato per la qualità e la bellezza degli eventi e ha auspicato che il prossimo anno possa nascere una collaborazione ancora più stretta con l’amministrazione comunale, così da poter dare il giusto supporto a una rassegna che ha già dimostrato di saper coinvolgere e appassionare il pubblico.
A conclusione di questa prima edizione di “Talk in Villa”, la redazione ha voluto ringraziare sentitamente: il Circolo della Stampa di Lucca, per il patrocinio concesso; i signori Stefania e Daniele, proprietari di Villa Bernardini, che ha accolto quattro appuntamenti della rassegna; la Misericordia di Piano di Coreglia, e in particolar eil suo presidente Sergio Tardelli, che ha permesso lo svolgimento degli ultimi due eventi a causa delle condizioni meteo non favorevoli; l’amministrazione comunale di Coreglia Antelminelli per la partecipazione a tutte le serate, per il supporto logistico e per l’accoglienza sul proprio territorio; la ditta Electronova di Fornoli per aver fornito il service la prima sera; il tecnico del suono Luca Mantica, per l’assistenza alle restanti serate; la Consulta dei Giovani e la Cooperativa Nanina (legata alla Caritas) per il supporto tecnico a luci e riprese; infine tutto il pubblico, per la grande e calorosa partecipazione.
Foto di Nicola Tognetti




















