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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
borgo a mozzano

Il Ponte del Diavolo: una ferita di Corsagna mai dimenticata

La vasta parrocchia di Corsagna, fino alla fine degli anni trenta con la sua storica chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, aveva come estremi confini i monti delle Pizzorne e il fiume Serchio. Proprio in prossimità di quest’ultimo, in località Ponte della Maddalena, sorgeva una decina di case che ricadevano sotto la giurisdizione della parrocchia di San Michele Arcangelo di Corsagna.

Gli abitanti di quel piccolo nucleo si trovavano però in una posizione scomoda per frequentare la loro chiesa parrocchiale, mentre avevano molta più facilità a raggiungere la chiesa di San Rocco a Borgo a Mozzano. Così, approfittando del periodo in cui la parrocchia di Corsagna era vacante, cioè priva di parroco, chiesero con una certa furbizia di essere sottratti alla parrocchia di Corsagna e aggregati a quella di San Rocco.

Monsignor Arcivescovo Antonio Torrini colse benignamente e annuì al loro desiderio e, con decreto dell’8 giugno 1938, distaccò quelle case dalla parrocchia di Corsagna, unendole a quella di San Rocco. Il decreto è ancora oggi conservato nell’archivio parrocchiale.

Così anche il Ponte del Diavolo cessò di appartenere alla parrocchia di Corsagna.

I corsagnini non rimasero mai contenti di quella scelta compiuta dall’Arcivescovo e, per molti anni, continuarono a rivendicare l’appartenenza dello storico Ponte del Diavolo.

A Corsagna si raccontava, con un misto di orgoglio e nostalgia, quanto fosse forte il legame con il ponte. Scendendo dal paese lungo la mulattiera della Lezza per raggiungere Borgo a Mozzano, quel ponte si lasciava intravedere in tutta la sua stupenda struttura, quasi a ricordare a tutti la sua appartenenza.

E così si diceva: anche il vescovo avrebbe potuto ascoltare il parere dei Corsagnini. Quegli abitanti del Ponte del Diavolo potevano pure avere più comodo andare a messa a San Rocco o a San Jacopo, ma ciò che davvero contava era che tutto rimanesse com’era.
Per questo i Corsagnini non accolsero mai di buon grado quel cambiamento, continuando a sentirsi, nel cuore, ancora legati al loro ponte.

Tant’è vero che ancora oggi, in molte famiglie storiche di Corsagna, si conserva ed espone nelle proprie abitazioni un antico disegno o una fotografia del Ponte del Diavolo, memoria viva di un legame che affonda le radici in tempi lontani.

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