È arrivato con la classica divisa rossa, quella che da anni trasmette sicurezza e protezione, quella che vestono donne e uomini coraggiosi e preparati.
Rosario Valastro, oggi più che mai, indossa quella divisa con orgoglio, a testa alta, durante la sua visita al centro operativo di Bagni di Lucca. Avvocato di origini siciliane, classe ’74, dal gennaio del 2023 ricopre la carica di presidente nazionale della Croce Rossa Italiana. Quasi si confonde tra la miriade di volontari; condivide con loro non solo l’abbigliamento, ma il sorriso, la riconoscenza, la gioia di incontrare persone che, ogni giorno, portano avanti la stessa missione.
Accolto da Nicola Consani, presidente della CRI locale, e dal sindaco Paolo Michelini, Valastro ha potuto visitare la nuova sede, rinnovata da poco, e pranzare con i volontari. In questo clima di gioia e accoglienza, si è concesso a La Gazzetta del Serchio per un’intervista esclusiva.
Sappiamo che, in questi giorni, sta percorrendo la Toscana per visitare i vari centri operativi della regione. Cosa si prova a vedere con i propri occhi le realtà del territorio della Croce Rossa Italiana?
“È una sensazione strana perché spesso non riesco a trattenere il mio orgoglio. A me sono note le attività sul territorio, chiaramente mi informo e mi sento spesso con i presidenti, però vederle sul campo, vederne le sfumature, capire in maniera fattiva come rispondono alle necessità dei territori, è una grande emozione. Soprattutto quando vedo queste persone che chiedono semplicemente di essere d’aiuto alle loro comunità. Si ha la sensazione anche di una grande responsabilità, perché significa rappresentare questa ricchezza, ed essere soprattutto all’altezza di rispondere alla necessità, a livello nazionale, per poter far sì che l’aiuto sia quanto più immediato”.
Bagni di Lucca considera la propria divisione della CRI un vanto, non solo per il servizio d’emergenza ma anche per ogni evento sociale che viene organizzato: i volontari, con le loro divise rosse, trasmettono sicurezza, serenità. Secondo lei come si costruisce questa fiducia dei civili, questo che possiamo chiamare un vero risvolto psicologico?
“È un fattore tutt’altro che scontato: ci si arriva con l’azione, ci si arriva con la qualità, ci si arriva con la credibilità e la fiducia. Sono tutte cose che si costruiscono nel tempo, vedendo qualità nel servizio, notando che ci si mette la dovuta attenzione dal momento che si ha a che fare con persone e non con carte. Questo fa nascere e crescere, nel corso del tempo, quel sentimento di fiducia che fa stare più tranquilla una comunità nel momento in cui si vedono, appunto, le uniformi rosse in giro per i nostri paesi, per le nostre città, per le nostre isole”.
E cosa ne pensa di questa sede di Bagni di Lucca, tra l’altro rinnovata da poco, inaugurata il maggio scorso?
“Una gran bella sede, ringrazio anche io l’azienda sanitaria per averla messa a disposizione del comitato di Bagni di Lucca. È stata fatta una bellissima opera di manutenzione, anche grazie a persone che hanno restituito alla comunità la fiducia che la comunità ha in loro, in progetti di rieducazione sociale. Una sede che guarda al futuro, che guarda alle persone che hanno disabilità, sottolineando che questo non significa inabilità, ma capacità di adattamento a quelle che sono le situazioni. Una sede che guarda ai più giovani, ai bambini, alla tutela e alla salute in una zona bellissima, ma evidentemente un po’ più lontana dal presidio ospedaliero”.
Penso che la cosa più bella per lei sia stata pranzare con i volontari?
“Certo, il momento in cui si sta insieme, si parla, ci si scambiano le idee. Farsi forza tra volontari è qualcosa che ti consente di fare servizio in una maniera migliore; fondamentalmente ognuno di noi non lo fa per farsi delle amicizie, ma le trova; le trova e a quel punto l’intervento diventa ancor più un piacere, meno duro, soprattutto quando si affrontano iniziative psicologicamente impattanti o disastri. Comunque, la Croce Rossa Italiana è un’associazione, un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune: davvero l’unione fa la forza”.
Nel ringraziarlo ci ha salutato con il sorriso, quel sorriso che ha accompagnato tutta l’intervista, un sorriso fiero, di soddisfazione, lo stesso con cui ha ringraziato tutti i volontari presenti: “Congratulazioni, buon lavoro soprattutto – si è congedato ironicamente – e buon fine settimana, se riuscirete a riposarvi”.
Poi è salito in macchina, pronto per ripartire verso una nuova zona, magari molto simile, magari molto diversa, ma accomunata dall’occhio vigile della Croce Rossa, che veglia su di lei.
Foto di Nicola Tognetti










