Farà tappa domani in Garfagnana, per la precisione a Minucciano, il viaggio in Vespa del giornalista Lorenzo Lombardi, reporter de Il Tirreno che, proprio in occasione degli 80 anni del celebre scooter Piaggio, ha organizzato un viaggio promozionale tra le terre della Toscana diffusa.
Intercettato da La Gazzetta del Serchio, Lorenzo ha raccontato questo interessante “tour”, iniziato da Torano, soffermandosi sulla sua passione per il reportage e il giornalismo di inchiesta.
Com’è nata la sua passione per il giornalismo?
“La mia è una storia articolata. Da molti anni pratico le arti marziali e lo yoga e l’approccio di ricerca della verità di quest’ultimi è anche quello che muove il giornalismo. Non puoi bluffare. La passione per il reportage e per la scrittura ce l’ho fin da quando ero piccolo, tant’è che il primo lo feci a soli sei anni per un viaggio coi miei genitori a Budapest. Da lì, man mano, sboccerà il mio approccio al giornalismo di natura ambientale, che mi ha portato alla geo-politica, ma da un punto di vista antropologico, quindi indagando quelle che sono le varie realtà, coi diversi approcci che possono esserci a seconda delle latitudini in cui ci troviamo.”
In questi giorni sta effettuando un reportage in Vespa. Com’è saltato fuori questo progetto?
“Il progetto è nato dal sottoscritto e dal direttore del Tirreno Cristiano Marcacci. Quest’anno cadeva l’80° anno e questo tour vuole dar voce ai borghi, alle persone, è – per l’appunto – un progetto geo-politico. La Vespa infatti fa parte di quella che è la storia del territorio toscano. Ci tengo anche a ringraziare l’ufficio stampa della Piaggio che mi è stato di supporto in quest’iniziativa”.
Quale è stato il suo approccio con lo storico marchio Piaggio?
“Sto notando un affetto vero e sincero da parte di tutto il mondo. Me lo aspettavo ma ora ho proprio percepito come la Piaggio sia una vera e propria famiglia che ha contraddistinto l’Italia con quello spirito di rivalsa e di ricerca che ci appartiene: da Marco Polo ed Amerigo Vespucci in poi. Perciò non è solamente un fattore estetico”.
Nel tour ha notato un interesse concreto anche da parte dei giovani?
“Assolutamente si, è affascinante come abbia potuto incontrare sia il diciottenne con la Vespa vintage che il settantenne con quella moderna. Può sembrare agli antipodi ma è proprio questo il bello di questo mondo, un interesse genuino.
Domani ci sarà la seconda tappa a Minucciano. Che aspettative ha?
“Io vado sempre senza aspettative. Il mio approccio al giornalismo è di tipo valutativo, sono un testimone oculare. Il Tirreno, in questo caso, ha voluto dar voce a quelli che sono i borghi, che anch’essi sono patrimonio di quella che è la Toscana”.