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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
pieve fosciana

In Garfagnana apre il museo archeologico: un luogo che racconta chi eravamo e chi siamo oggi

Un viaggio nella memoria preistorica del nostro tempo passato, nel Museo della Garfagnana Archeologica, (MuGar) ospitato nell’ex convento Sant’Anna a Pieve Fosciana. Una svolta epocale per la Garfagnana, che così può fermare – attraverso gli oggetti e utensili in mostra – la propria origine risalente a circa 40 mila anni fa.

Un progetto voluto fortissimamente, in primis, dal sindaco Francesco Angelini che, fin dal 2020, in sinergia con la soprintendenza di Lucca e, nella fattispecie, del funzionario archeologo Marta Colombo, insieme ai colleghi archeologi Silvio Fioravanti, Marco Serradimigni e Paolo Notini, è finalmente diventato realtà; un progetto nato su spinta e interesse a carattere storico, anzi preistorico, per una valle antichissima, già popolata da umani dal paleolitico, dove piccoli gruppi di Homo sapiens e Neanderthal riuscivano a convivere in piccole tribù.

Ebbene: ciò che è rimasto di questi residenti preistorici, sarà visibile attraverso i reperti e manufatti del museo di Pieve Fosciana.

Il lavoro costante e certosino di questo gruppo di ricercatori che ha portato alla luce, nei vari siti del territorio, un tesoro inestimabile, raccolto nelle nove teche delle ampie sale del museo. La Garfagnana si confronta così con le sue origini lontane e sconosciute (se non agli “addetti ai lavori”). Un grande dono, fruibile da tutti e atto a ricordare chi eravamo e chi siamo diventati. Un’avventura per questi professionisti dello scavo, della ricerca e della scoperta. Esploratori di un remoto passato, questi hanno realizzato qualcosa di proibitivo, riunendo, assemblando e catalogando i tanti reperti dimenticati in magazzini impolverati.

Di più, hanno reso accessibili e fruibili – dentro vetrine scintillanti – le nostre origini. Suppellettili in esposizione permanente, che vanno dalla preistoria fino all’età dei metalli e, sulla linea del tempo, segue le dinastie etrusca e ligure e raggiunge la civiltà romana per approdare al Medioevo, al Rinascimento e all’Unità d’Italia.

Un viaggio in un tempo in cui la nostra terra era inaspettatamente viva e pulsante – come testimoniano gli oggetti raccolti e catalogati nella mostra-museo – che raccontano di uomini, donne e bambini socialmente attivi.

Da settembre, l’esposizione sarà fruibile e messa a disposizione a livello didattico con laboratori specifici. Alla nostra valle mancava proprio questo: un luogo dove fissare nello spazio e nel tempo chi eravamo e chi siamo oggi.

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