Siamo dell’era dell’eterna giovinezza? Pare proprio di sì, almeno scrutando l’immaginario collettivo per cui si possa e debba posticipare l’orologio biologico. C’e una corsa, infatti. Una sorta di sfida che si chiama bellezza, benessere. In una parola: longevity.
A questo proposito, lo sapevate che il tempo scorre più velocemente per chi vive ad alte quote rispetto a coloro che che si trovano sul livello del mare? Secondo dati scientifici, il fenomeno sarebbe incontrovertibile: nello specifico, studi del National Institute of Standards of Technology di Nist in Colorado dimostrerebbero quanto l’aspetto gravitazionale possa influire sullo spazio-tempo.
E allora Albert Einstein, quando nel 1907, previde – mediante la teoria della relatività – questo fenomeno aveva ragione. Il Corriere della Sera ha dato ampio spazio all’argomento. Teorema affascinante, per cui il tempo non è un concetto astratto e immutabile bensì suscettibile di variabili importanti.
Quindi vivere più in alto ci fa invecchiare a doppia velocità? Forse. Mare, montagna o città che cosa importa? Alla fine, il tempo che viviamo o scegliamo di vivere è il presente che è in ognuno di noi.
Che cosa ne pensate?