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Redazione
ANNO XIVgiovedì 13 Agosto 2026
il teatro è servito

“Indovina chi viene a cena” fa il pieno all’Alfieri: il razzismo, un male mai superato

La commedia “Indovina chi viene a cena” è andata in scena ieri sera al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana, con un cast d’eccezione che ha entusiasmato il pubblico accorso numeroso, riempiendo la sala in ogni suo ordine di posto.

Cesare Bocci e Vittoria Belvedere sono stati i protagonisti principali accompagnati sul palco da Federico Roque e Elvira Camarrone nel ruolo dei fidanzati, Mario Scaletta, nel ruolo di padre Ryan, amico di famiglia (è suo l’adattamento teatrale tratto dalla sceneggiatura di William Arthur Rose per l’omonimo film), poi ancora Ira Fronten, Thilina Pietro Feminò, e Fatima Ali.

Il testo è essenzialmente lo stesso del film uscito negli USA nel dicembre del 1967, diretto da Stanley Kramer, pochi mesi dopo la storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che dichiarò incostituzionale il Racial Integrity Act del 1924, il quale vietava i matrimoni interrazziali in vari Stati Usa, solo pochi anni dopo abolizione delle leggi razziali con il Civil Rights Act (1964) e il Voting Rights Act (1965) entrambi firmati dal presidente Lyndon B. Johnson, che era subentrato a John kennedy ucciso nel 1963 a Dallas.

Ovviamente questi atti importanti che dichiarano l’uguaglianza tra bianchi e neri dal punto di vista legislativo, mettendo fine alle leggi segregazioniste, non misero però fine al razzismo dilagante e alle problematiche presenti nel film che, purtroppo, non sono scomparse nemmeno oggi, dopo 60 anni; basti pensare al post di pochi giorni fa del presidente USA con Barack e Michelle Obama rappresentati con il corpo da scimmie (sic!).

La storia del film era molto progressista, e aveva un lieto fine, quello dei due giovani che potevano coronare il loro amore con il beneplacito dei genitori di entrambi, inizialmente contrari e molto preoccupati.

Cesare Bocci è un attore veramente bravo, sempre molto credibile in tutti i personaggi che ha interpretato – parlo, ovviamente, di quelli televisivi, numerosissimi. È molto alla mano, ha fatto i complimenti al pubblico e alla gestione del teatro e ringraziando ha aggiunto: “Che ne dica pur qualcuno, ma a noi italiani la cultura piace”. E ha ragione pienamente visto e considerato che in tv imperversa il festival di Sanremo.

Naturalmente, anche in questo personaggio, è stato grandioso: ha recitato il ruolo del padre che, nonostante le idee progressiste, inizialmente si oppone al matrimonio della figlia e ci mostra tutte le sue perplessità, sia con le parole che con la sua fisicità e mimica. Tra gli altri personaggi – tutti molto professionali – mi è piaciuta molto Vittoria Belvedere nel ruolo della madre che si lascia convincere facilmente e, sopratutto, Elvira Camarrone, nel ruolo della figlia: la sua recitazione è spontanea e davvero convincente. Anche il suo fidanzato Federico Roque è stato molto bravo – ed è anche belloccio -, ma la competizione con Sidney Poitier è, ovviamente, irraggiungibile…

Questa stagione teatrale è stata molto interessante e il pubblico, con la sua presenza sempre molto numerosa, sta dando prova di apprezzare pienamente.

Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo. La stagione teatrale non si ferma: in cartellone abbiamo domenica 1 marzo “Musiche da film, le più grandi musiche del cinema” con la ArkAttak Ensemble che presenta musiche di Rota, Piovani, Morricone e Piccioni. L’8 marzo, fuori abbonamento, abbiamo invece “8: Otto storie di donne vittime di violenza” con le attrici dell’Accademia di recitazione “Vittorio Alfieri” per la regia e drammaturgia di Michela Innocenti.

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