Ci sono rumori e rumori. Alcuni di questi diventano memoria, scuotono le coscienze, affermano la propria presa di posizione.
Ieri a Fornaci di Barga il suono dei passi, delle voci, dei cori ha attraversato le strade come un messaggio chiaro: Maria non è sola. E non lo sarà.
L’iniziativa “Insieme per Maria”, promossa dal Centro Antiviolenza Non ti scordar di te, ha preso avvio dal MuDy – Museo Dynamo di Fornaci di Barga, dove era stato allestito il presidio del centro. Prima della partenza del corteo, i partecipanti hanno preso parte a una visita guidata al museo, un momento di condivisione che ha preceduto il cammino verso viale Cesare Battisti, il luogo in cui il 26 febbraio 2024 è stata uccisa Maria Batista Ferreira, 51 anni, dal marito dal quale si stava separando.
Da lì è partito un corteo rumoroso, determinato, attraversando quel viale, fino al luogo del femminicidio. Un percorso carico di significato, che ha voluto trasformare uno spazio di dolore in uno spazio di memoria collettiva e di richiesta di cambiamento. Tante le donne presenti, di ogni età: volti commossi ma fieri, madri, figlie, amiche, cittadine unite nel dire basta alla violenza.
Uno dei momenti più toccanti è stato il flash mob delle bambine del Judo Club di Fornaci di Barga. Guidate dalla professoressa Lucia Lucchesi, hanno danzato sulle note di “Break the Chain”, “Spezziamo le catene”, canzone simbolo del movimento internazionale One billion rising, campagna contro la violenza sulle donne e sulle bambine. Piccoli passi decisi, mani alzate, sguardi concentrati: un gesto semplice e potente, che ha emozionato i presenti e ricordato quanto sia fondamentale educare al rispetto fin dall’infanzia.
Alla manifestazione hanno preso parte anche diversi rappresentanti istituzionali: un delegato dell’Unione dei Comuni, membri della Commissione pari opportunità di Barga e la consigliera comunale di Barga Gaetanina Napolitano. Una presenza significativa, a testimonianza di come il contrasto alla violenza di genere debba essere un impegno condiviso tra associazioni, istituzioni e comunità.
La partecipazione femminile è stata forte e sentita. Ed è stato emozionante vedere così tante donne camminare insieme, sostenersi, farsi voce l’una per l’altra. Ma forse la riflessione resta un’altra: sarebbe ancora più potente vedere tanti uomini camminare in queste stesse strade, proprio lì dove si è consumato un femminicidio. Perché la violenza contro le donne non deve restare un problema delle donne, ma una responsabilità collettiva, culturale e sociale. Spezzare le catene significa rompere il silenzio, cambiare mentalità, non voltarsi dall’altra parte.
Ieri Fornaci di Barga ha scelto di fare rumore. Un rumore necessario, che non deve spegnersi oggi. Per Maria. Per tutte.
Foto di Nicola Tognetti
Servizio di Elisa Togneri e Giulia Rapaioli












