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Redazione
ANNO XIVdomenica 30 Agosto 2026
borgo a mozzano

La festa della Madonna di Serra si avvicina: un documento del 1904 racconta una pagina di storia corsagnina

Si sta avvicinando, come ogni anno, la festa della Madonna di Serra, Maria Santissima della Consolazione, una ricorrenza che per Corsagna non è mai stata soltanto un appuntamento religioso. È qualcosa che appartiene alla memoria del paese, alle famiglie, ai ricordi tramandati, alle generazioni che davanti a quella Madonna hanno pregato, chiesto conforto, ringraziato.

Proprio mentre ci si prepara ancora una volta a vivere questi giorni così sentiti, un prezioso documento del 1904 ci riporta indietro di oltre centoventi anni e ci racconta quanto profonda fosse già allora la devozione dei corsagnini verso la Madonna di Serra.

Si tratta del programma delle solenni feste organizzate in occasione dell’inaugurazione della nuova facciata del santuario e, nello stesso tempo, del cinquantesimo anniversario della definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione. Il documento, datato Corsagna 26 agosto 1904 e stampato a Lucca dalla tipografia Baroni, è una straordinaria testimonianza della vita religiosa e comunitaria del paese all’inizio del Novecento.

Le celebrazioni si svolsero dall’8 al 12 settembre. Giorni nei quali, leggendo oggi quel programma, sembra quasi di rivedere la Corsagna di allora: le strade preparate per la festa, le famiglie che uscivano di casa, i rintocchi delle campane, la gente che saliva verso il santuario, i bambini accanto ai genitori e ai nonni, le donne e gli uomini raccolti in preghiera.

Il programma prevedeva messe solenni, vespri in musica, prediche, litanie, benedizioni e processioni. Ma dietro quelle parole, così precise e ordinate, si intravede qualcosa di più: una comunità che viveva la festa della Madonna come un momento centrale dell’anno.

Giovedì 8 settembre, dopo i vespri celebrati al santuario, la sacra effigie veniva trasportata solennemente alla chiesa parrocchiale, accompagnata dalla banda di Valdottavo. Seguivano la predica, le litanie in musica e la benedizione. La sera il paese si illuminava e la banda suonava nella piazza.
È facile immaginare l’emozione di chi assisteva al passaggio della Madonna. Per molti, allora come ancora oggi, non era soltanto una statua portata in processione. Era una presenza familiare, una figura alla quale affidare le preoccupazioni, i figli lontani, le malattie, i raccolti, le difficoltà e anche le gioie della vita.

Il momento centrale dei festeggiamenti fu quello di domenica 11 settembre. Alle sei del mattino era prevista la Messa della Comunione generale, mentre alle 10.30 si celebrava una solenne Messa in musica, accompagnata all’organo. Il documento ricorda anche la partecipazione della scuola corale di Borgo a Mozzano e di alcuni cantori della Cappella Comunale di Lucca.

Nel pomeriggio, dopo i vespri, prendeva il via la grande processione, alla quale partecipavano anche le compagnie religiose dei paesi vicini e la banda di Borgo a Mozzano. Durante il percorso venivano eseguiti canti composti appositamente per quella particolare occasione.

Giunta nella piazza, la processione sostava per l’esecuzione di un grande mottetto in onore di Maria Santissima, prima di riprendere il cammino verso il santuario.

Anche la parte popolare della festa doveva essere particolarmente suggestiva. Il documento parla di una “illuminazione sfarzosa di tutto il paese”, di fuochi artificiali e della musica delle bande. Corsagna, per alcuni giorni, cambiava volto. La festa religiosa diventava anche festa del paese, occasione di incontro, di appartenenza, forse anche di ritorno per chi viveva lontano.

Ma sono soprattutto le parole finali del programma a colpire ancora oggi. In quelli che venivano definiti “tempi di smorta fede”, la commissione invitava i fedeli ad affidarsi alla Madonna affinché li sostenesse nella fede e li consolasse nei dolori della vita.

Parole lontane nel tempo, ma non così lontane dal sentimento che ancora oggi accompagna molti corsagnini quando salgono a Serra.

Perché il rapporto tra Corsagna e la sua Madonna ha attraversato le generazioni. Sono cambiati il paese, le famiglie, il modo di vivere e perfino il modo di festeggiare. Ma quella devozione non è scomparsa. Ancora oggi la festa della Madonna di Serra richiama persone, ricordi e sentimenti che affondano le radici molto lontano.

Forse è proprio questo che rende così prezioso un documento del 1904. Non ci parla soltanto di una facciata appena costruita, di una processione o di una banda musicale. Ci racconta di uomini e donne che camminavano per le stesse strade che percorriamo noi, che guardavano lo stesso santuario e che davanti alla Madonna portavano speranze, paure e gratitudine.

A più di centoventi anni di distanza, mentre la festa si avvicina ancora una volta, quelle pagine sembrano quasi restituirci le voci di chi non c’è più.

E forse, salendo verso Serra nei giorni della festa, qualcuno penserà anche a loro: ai nonni, ai bisnonni, a intere generazioni di corsagnini che prima di noi hanno percorso quella strada e hanno rivolto lo sguardo alla stessa Madonna.

Una devozione antica che il tempo non ha cancellato e che ancora oggi continua a unire Corsagna alla sua Madonna di Serra.

Documento storico: Archivio della famiglia Citti-Alberigi

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