C’erano Miriam Castillo, influencer messicana, seguitissima sui social (15 mila follower su Instagram); Mako Kobayashi, giornalista giapponese, che attualmente abita a Firenze, ma che è un po’ una giramondo; la spagnola Ruth Claramonte Navarro, founder e CCO di El Duomo Magazine, anche lei con base a Firenze; e c’era, infine, Erika Bertelli, ricercatrice e blogger fiorentina.
E, con loro, una nutrita comitiva dell’associazione regionale 50&Più di Confcommercio, desiderosi, sì, di approfondire (e, in certi casi, scoprire) il patrimonio storico-artistico di un territorio, quello della Garfagnana, pieno di sorprese e di risorse, ma anche – e, perché no, soprattutto – di immergersi nei piaceri della tavola che, a queste latitudini, offre un paniere di eccellenze eno-gastronomiche davvero ricco e variegato.
Si chiama walking tour il progetto di Vetrina Toscana che, ieri pomeriggio, ha fatto tappa nella città capoluogo, Castelnuovo, regalando ai partecipanti un viaggio tra cultura, tradizione e gusto. Un modo diverso di promuovere esperienze turistiche legate all’identità territoriale, unendo storia e sapori.
Nell’ambito di questo circuito regionale – possibile grazie ad una sinergia tra Regione Toscana, Unioncamere Toscana, Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana -, Confcommercio Lucca & Massa Carrara ha organizzato un bellissimo sul nostro territorio rientrante nell’iniziativa “Camminare con gusto”, giunta quest’anno alla seconda edizione, dopo la precedente uscita dedicata al maestro lucchese Giacomo Puccini.
Ritrovo fissato all’Alfieri, il teatro ottocentesco – secondo, per capienza (con i suoi 500 posti a sedere, dietro solo al Teatro del Giglio), della provincia di Lucca – riconosciuto ‘monumento nazionale’, luogo fortemente identitario per la comunità, con una stagione di prosa altisonante e una spiccata vitalità durante tutto l’anno. A dare il benvenuto al gruppo è stato l’assessore Alessandro Pedreschi. Luca Dini dell’associazione Compriamo a Castelnuovo e Nicola D’Olivo hanno portato il saluto a nome di Confcommercio, mentre Daniela Mugnai ha rappresentato Vetrina Toscana. Presente anche Mario Bonaldi, vice-presidente della pro loco di Castelnuovo.
Quindi Pierluigi Pellizzier, guida ambientale, ha fatto da cicerone durante tutto il tragitto introcendo gli ospiti all’interno del teatro, dove ad accoglierli era presente la compagnia residente, Il Circo e la Luna. Passata Porta Castruccio, simbolico ed evocativo ingresso al centro storico, subito una fermata gustosa alla storica bottega “Aia di Piero”. Qui, un delizioso antipasto a base di biroldo della Garfagnana, mondiola, crostini con il lardo, pecorino fresco e caciotta di mucca ha svegliato il palato dai camminatori.
Obbligata, quindi, la visita al duomo – o, più propriamente, alla chiesa abbaziale dei santi patroni (Pietro e Paolo) -, edificio di culto contenente alcune opere d’arte interessanti: su tutte, una bellissima (e coloratissima) ceramica di scuola robbiana e il famoso Cristo Nero, ovvero un crocifissio lingneo di colore scuro, risalente al 15° secolo, che, proprio ieri sera, è stato portato in processione – eccezionalmente per l’anno del Giubileo – all’interno della chiesa durante una solenne (e partecipata) celebrazione.
Sosta, altrettanto doverosa, sotto il caratteristico Loggiato Porta, ovvero il loggiato intitolato al pittore locale Giuseppe Porta, detto il Salviati, citato nelle Vite del maestro Vasari. L’attenzione di molti è caduta anche sulla vetrina che fa bella mostra di un veicolo elettrico – anzi, del primo veicolo elettrico nato in Italia – del conte Giuseppe Carli, progettato dall’ingegner Francesco Boggio.
Dalla Trattoria Marchetti un profumo di farro ha richiamato tutti all’ordine: un assalto al banchetto allestito all’esterno del locale, dove è stato possibile degustare il pregiato farro IGP della Garfagnana nella sua duplice versione calda (zuppa di farro) e fredda (farro freddo).
Molto suggestiva la visita alla Rocca che, a tutti gli effetti, rappresenta il vero simbolo di questa cittadina estense. Prende il nome di Ariostesca dal suo più celebre inquilino: il poeta Ludovico Ariosto, l’autore dell’Orlando Furioso, che, in Garfagnana, governò, in veste di commissario ducale, per ordine del duca Alfonso I d’Este, dal 1522 al 1525. Oggi, la fortificazione che fu il suo quartier generale, si presenta completamente ristrutturata ed è un museo tecnologico ed innovativo che prende il nome di “Palazzo di Atlante”. D’effetto l’accoglienza, con la Compagnia dell’Ariosto sullo scalinato in abiti rinascimentali di nobiluomini e nobildonne.
Attraversata Piazza Umberto I, autentica bomboniera oggi chiusa al traffico, doppia sosta gastronomica alla Formaggeria Marovelli e al Ristorante “Il Baretto” in via Farini. Romina Marovelli, della Formaggeria, ha accolto i visitatori con una verticale di pecorini – dal più fresco (stagionato un mese) al più stagionato (14 mesi, affinato con foglie di castagno e felci) – all’interno di un cono fatto con foglie di olivo in un’ottica di riciclo. Al “Baretto” è stato possibile, invece, farsi cullare da un fumante piatto di polenta di castagne con spezzatino di cacciagione (capriolo e cervo) di selezione della Garfagnana.
Non potevano poi mancare i rinomati funghi porcini della Garfagnana, accompagnati dalla altrettanto celebre polenta di granturco otto file, in questo caso serviti dal Ristorante Eleos nel rinfrescante (e rigenerante) cortile esterno della struttura.
Ultima tappa: la Fortezza di Mont’Alfonso. Una salita, per molti impegnativa, che ha visto percorrere il Sentiero dell’Ariosto fino al raggiungimento della maestosa porta di accesso. La Fortezza, oggi gestita dal Gruppo Autieri d’Italia sez. Garfagnana, si è presentata nel suo splendore, nonostante il tempo uggioso: una panoramica privilegiata sulla valle, con sullo sfondo la catena delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Nata come presidio difensivo nel 1500, negli anni della guerra è stata utilizzata come campo di radunamento degli ebrei. Oggi è sito di eventi e manifestazioni di grandissimo rilievo.
Al rientro, un piccolo assaggio del dolce tipico locale, il castagnaccio, accompagnato da ricotta e torta di farro fatta in casa all’alimentari “Da Brunetto”.
Una giornata che ha permesso di raccontare il territorio attraverso le prelibatezze e le emergenze architettoniche, ma anche di fare rete per promuovere la nostra terra oltre i confini nazionali.
Foto di Nicola Tognetti
castelnuovo di garfagnana
La Garfagnana si racconta, tra prodotti tipici e bellezze: a Castelnuovo giornalisti e influencer internazionali
zona
Garfagnana



































