Questo è uno di quei libri speciali che nasce dal silenzio delle corsie, dagli sguardi incrociati in una sala d’attesa, da quelle parole non dette che restano addosso anche quando il camice viene riposto. “Tranquillo dottore, ci penso io” è uno di questi: un libro che prende forma dall’incontro tra la medicina e l’umanità.
Sabato 31 gennaio, alle ore 16, Giovanni Chiesa presenterà il suo libro presso la biblioteca de Gli Incartati, situata sopra la stazione ferroviaria di Fornaci di Barga.
Nato a Barga il 15 gennaio 1972, cresciuto a Fornaci, Giovanni Chiesa mantiene un legame profondo con il suo territorio, un “cordone ombelicale” fatto di affetti, amicizie e appartenenza. Dopo la laurea in Medicina e chirurgia all’università di Pisa nel 1999 e la specializzazione in Ortopedia e traumatologia nel 2004, dal 2004 lavora come ortopedico presso l’ospedale di Pescia. Vive a Pistoia con la moglie Glenda, anche lei fornacina, e i loro figli Siria ed Edoardo.
L’idea del libro nasce quasi per caso, durante una vacanza in Grecia, in un momento di quella che l’autore definisce una “noia produttiva”. Da lì, il bisogno di fissare su carta frammenti di vita professionale, episodi intensi, incontri con pazienti che hanno lasciato un segno profondo. La scrittura diventa così un gesto di riconoscenza e, allo stesso tempo, un esame di coscienza umano e professionale.
Nel libro, Chiesa racconta storie che vanno oltre l’ambulatorio e la sala operatoria: vissuti che toccano temi delicati, spesso scomodi, ma profondamente attuali. Ne emerge una narrazione che sa di verità, fatta di empatia, responsabilità e vulnerabilità, dove il medico si mette in gioco non solo come professionista, ma come uomo.
La presentazione a Fornaci chiude idealmente un cerchio: dal paese natale al percorso professionale, fino al ritorno “a casa”, tra parenti, amici e affetti, fra quei mattoni che hanno visto crescere l’uomo prima ancora del medico.
Questo libro parla solo di cura e di ascolto. E racconta come, a volte, siano proprio i pazienti a insegnare al medico il significato più profondo del “prendersi cura”.