Corfino ha dedicato ieri una giornata alla patata rossa di Sulcina, una delle produzioni agricole identitarie della Garfagnana.
Questa coltura, oggi considerata a rischio di erosione genetica, è tutelata dalla Banca Regionale del Germoplasma, ospitata presso il Centro di valorizzazione della biodiversità di Camporgiano di proprietà dell’Unione Comuni Garfagnana, e la coltivazione è limitata a differenza di molti anni fa quando era molto diffusa.
L’evento è stato organizzato dal comune di Villa Collemandina, in collaborazione col Distretto Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità della Garfagnana, con l’intento di promuovere e valorizzare un prodotto d’eccellenza attraverso una giornata che ha fuso insieme la divulgazione scientifica, la gastronomia e la cultura popolare.
Alle 10 è stata aperta la tavola rotonda con esperti, istituzioni locali e regionali, rappresentanti del mondo agricolo e dell’istituto agrario ISI Garfagnana, un incontro che ha avuto come principali temi la valorizzazione della patata rossa di Sulcina e le prospettive dell’agricoltura in montagna.
Alla tavola hanno partecipato Francesco Pioli, sindaco di Villa Collemandina, che ha portato il suo saluto iniziale, Franca Bernardi, presidente della Comunità del cibo e dell’Agrobiodiversità della Garfagnana, Angela Crescenzi, responsabile Qualità e tipicità dei prodotti agroalimentari della Regione Toscana, Fabiana Fiorani, socia fondatrice della Comunità del cibo e dell’Agrobiodiversità della Garfagnana, Cinzia Lenzarini, socia della Comunità del cibo e dell’Agrobiodiversità della Garfagnana, Mario Puppa, vice-presidente segretario della Commissione Sviluppo economico e rurale della Regione Toscana, Donatella Ciofani, tecnico responsabile dell’Ente Terre Regionali Toscane, Pamela Daddoveri, responsabile della sezione locale della Banca Regionale del Germoplasma e Coltivatori Custodi dell?unione Comuni Garfagnana, Stefano Grassi, professore dell’indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria dell’Isi Garfagnana e Ivo Poli, esperto in biodiversità agraria e etnobotanica. A moderare la discussione Brigida Marovelli, antropologa alimentare e ricercatrice post-doc del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa.
A conclusione degli interventi della mattinata si è tenuto un pranzo a tema curato dall’ AS Corfino e dalla Filarmonica “Mascagni” di Corfino. Il pomeriggio è proseguito con un momento molto atteso: lo show cooking dello chef stellato Cristiano Tomei, titolare del ristorante L’imbuto a Lucca che gli ha permesso di ottenere una stella Michelin nel 2014, il quale ha proposto piatti a base di patata rossa di Sulcina con degustazione aperta al pubblico.
Infine, la Compagnia dell’Aschera, ha deliziato i presenti con uno spettacolo in vernacolo anch’esso dedicato alle tradizioni legate alla coltura della patata.
Tra momenti divulgativi, spettacoli e degustazioni, Corfino ha offerto una festa di comunità e memoria, ponendo l’attenzione sull’importanza di tutelare la biodiversità. La patata rossa di Sulcina non è solo un prodotto agricolo, ma un patrimonio da custodire, simbolo di identità per la Garfagnana.
Foto di Tommaso Teora



















