back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
borgo a mozzano

La proposta di Francesco Poggi: “Un unico comune tra Borgo, Bagni di Lucca e Coreglia”

Arriva dall’ex sindaco, professor Francesco Poggi, una proposta che potrebbe cambiare gli scenari politici e amministrativi in Valle del Serchio: un unico, grande comune tra Coreglia Antelminelli, Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano.

“In un mondo che sta cambiando velocemente e radicalmente, anche il comune, livello più vicino al cittadino e vero centro amministrativo del sistema, è chiamato ad un salto di qualità – esordisce -. Sempre più urgente è la necessità di rivederne ruoli, ambiti, dimensioni e funzioni”.

“Serve un assetto nuovo – spiega -, anche alla luce di tutte le novità degli ultimi anni, dalla abolizione delle Comunità Montane, al ridimensionamento delle province (non più eleggibili), alla nascita delle Unioni dei comuni e della gestione associata dei servizi.  Accorpare i comuni in una stessa area permetterà di creare soggetti più organizzati, più efficaci ed efficienti, più preparati per concorrere ai finanziamenti nazionali ed europei; ancora, permetterà di risparmiare e di razionalizzare le risorse (scarse), di moltiplicarle, di fare economie semplici e di scala”.

“Il comune unico – fa notare Poggi – costa meno e attrae di più. Permetterà di avere più peso specifico nella programmazione d’area (Sanità), negli Ambiti Ottimali (Acqua, Rifiuti), di avere più forza verso gli Enti di programmazione (Ministeri e Regione), verso il Consorzio di Bonifica, verso la Asl oppure l’ANAS, e, in ultimo, più ascolto da parte degli Enti di erogazione (Fondazioni bancarie). A questi tavoli peserà la dimensione del comune, la sua forza demografica e politica. Così come sono oggi i piccoli e medi comuni non sono pronti, non sono strutturati, non hanno risorse adeguate, sia economiche che professionali. Per questo è auspicabile procedere a processi di accorpamento”.

“Il primo obiettivo – dichiara l’ex sindaco – sarà vincere il calo demografico. Bagni di Lucca (14.000 nel 1960) è scesa a 5500 abitanti circa, se si considera il numero dei residenti all’estero, Borgo a Mozzano (9.200 nel 1960) a circa 6.800, con Coreglia a fermo a 5.200. L’età media è alta, ci sono meno realtà industriali e artigianali, scarseggiano le occasioni di lavoro, tutte concentrate ormai nelle grandi strutture cartarie. Ma quale comune serve oggi? Con quali dimensioni, quali competenze?”.

“La Toscana – riporta Poggi – vanta già delle esperienze importanti come il caso di Figline Valdarno e Incisa (due comuni di 15.000 abitanti che unendosi ne hanno creato uno nuovo di 30.000), o come di Scarperia e San Piero a Sieve, quest’ultima della nostra dimensione. La Maremma sta oggi discutendo di un progetto di fusione di 5 comuni intorno all’Argentario, di 4 intorno all’Amiata, mentre l’isola d’Elba discute di unire i suoi 8 comuni attuali”.

“Nel nostro caso, intanto, non potrà trattarsi di una incorporazione di un comune da parte di un altro. Ma una vera Unione, tra pari, con un nome nuovo – afferma -. Nascerebbe un comune da circa 18.000 mila abitanti che diventerebbe il più importante e il più esteso della valle, il secondo più esteso della provincia. La nuova realtà avrebbe una grande potenzialità, intanto per la posizione geografica, con un territorio che, confinando con il capoluogo di provincia, si estenderebbe dalle Apuane all’Appennino, dalle Pizzorne alla Lima, dalla Val Pedogna alla Controneria, dalla Celetra alla Val Fegana, dall’orrido di Botri alla Torre del Bargiglio, da Pian della Fava a Sabatano o a Motrone. Ma anche per la sua offerta industriale, architettonica (Castello di Ghivizzano e il Ponte del Diavolo) e turistica (Terme di Bagni e il Casinò). Un Unicum. La forza di parlare con una voce attraverso tante lingue”.

“Vari settori – continua – potrebbero averne un vantaggio, dalla viabilità (con, ad esempio, la possibilità di progettare e realizzare l’intervento per bypassare Ponte a Serraglio ed il suo assurdo semaforo) alla programmazione urbanistica, da leggere unitariamente. Un’area con una grande ed organizzata presenza associativa, culturale, musicale, sportiva, venatoria, di assistenza e protezione civile, che ospita già alcuni dei più grandi eventi nel panorama provinciale e regionale. Verrebbero eletti un sindaco e un consiglio d’area ma sarebbero mantenuti in vita i tre municipi con forti autonomie e uffici, con i consigli comunali itineranti. Mantenere i vecchi municipi è permesso dalla normativa che prevede nei comuni con più di 10.000 abitanti post fusione. Inoltre, più forte sarà il comune, più significative saranno le possibilità di una effettiva partecipazione ed un decentramento di qualità. Un istituto che si sta evolvendo (sperimentato in alcune realtà locali, come ad esempio la città di Rimini) è quello del Forum Deliberativo, uno strumento di democrazia partecipativa in cui i cittadini si riuniscono per discutere collettivamente e prendere decisioni su questioni pubbliche, formulando proposte concrete”.

“Scopo – sostiene Poggi -: migliorare la qualità delle decisioni pubbliche, aumentare la trasparenza e la legittimità delle scelte amministrative, ristabilire un canale di comunicazione tra eletti e cittadini. Sono pensati come occasioni di discussione approfondita con possibile forza vincolante. Per chiudere. In questa primavera sarebbe auspicabile aprire una vera discussione, senza preconcetti. Così si deve muovere una classe dirigente che vuole essere consapevole e lungimirante. Ma soprattutto che vuole il bene della sua gente. Il futuro si affronta solo nella consapevolezza che i tempi sono mutati e sono più complessi. Per questo si richiede coraggio, visione, lucidità, apertura e onestà intellettuale. L’opinione pubblica chiede riforme. Ebbene eccone una seria, a mio parere non rinviabile”.

“Cosa chiedo ai sindaci Michelini, Andreuccetti e Remaschi? – chiosa l’ex primo cittadino di Borgo – Non una presa di posizione immediata ma di essere disponibili ad aprire un confronto, un dibattito con le forze politiche, le categorie economiche, le associazioni e i cittadini di tutto il territorio. Su dati reali e scenari concreti. Nei prossimi messi si svolgeranno le comunali di Coreglia (maggio 2026), a seguire quelle di Bagni (maggio 2027) e infine Borgo (2029). Se maturasse una risposta positiva, si dovrebbe comunque passare dalle deliberazioni dei consigli dei tre comuni e del consiglio regionale, e, in ultimo, dal referendum finale in cui si esprimeranno tutti i cittadini. Maggio 2029 potrebbe essere proprio la scadenza per unire i destini del nostro territorio”.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Politica