back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVdomenica 1 Novembre 2026
borgo a mozzano

La “Rocca Ricordi”, un museo nato dal paese per consegnare ai giovani la memoria di ieri

Una piccolissima frazione del comune di Borgo a Mozzano, raccolta sopra lo storico Ponte della Maddalena, conosciuto da tutti come Ponte del Diavolo, custodisce un luogo particolare, dove la memoria prende forma negli oggetti e negli strumenti che hanno accompagnato per decenni la vita e il lavoro delle famiglie.

È “La Rocca Ricordi”, un’esposizione permanente nei locali parrocchiali dedicata alle tradizioni, ai mestieri e alle testimonianze della civiltà rurale della Valle del Serchio.

Questo piccolo museo è nato soprattutto grazie all’impegno dei volontari e degli abitanti della Rocca, persone legate al proprio paese e convinte dell’importanza di conservare le tracce di un mondo che, nel giro di poche generazioni, è profondamente cambiato. Determinante è stata la partecipazione delle famiglie. Non soltanto quelle della Rocca, ma anche molte provenienti dalle frazioni vicine hanno contribuito alla crescita della raccolta, donando attrezzi agricoli, utensili, strumenti di lavoro e altre attrezzature appartenute ai propri genitori e ai propri nonni. Oggetti rimasti magari per anni in una cantina, in una soffitta, in un vecchio fienile o in una casa di famiglia hanno così trovato una nuova collocazione. E con loro sono tornate alla luce tante piccole storie legate alla vita quotidiana del territorio.

Appena si entra a La Rocca Ricordi sembra di fare un passo indietro nel tempo. Lo sguardo incontra gli strumenti utilizzati nei campi, gli utensili delle case e quelli degli antichi mestieri. Andando avanti, il percorso si apre su una quotidianità nella quale il lavoro manuale, l’ingegno e la capacità di utilizzare ciò che si aveva a disposizione erano parte integrante della vita.

Proseguendo nella visita si incontrano testimonianze della vita domestica, della scuola, della religiosità popolare e delle attività di ogni giorno. Sono cose semplici, ma proprio per questo capaci di suscitare emozioni e ricordi. Per chi ha qualche anno in più può bastare uno di questi oggetti per riconoscere qualcosa che si trovava nella casa dei nonni o uno strumento visto usare nei campi. Per un ragazzo, invece, osservare quegli stessi oggetti significa scoprire concretamente un modo di vivere ormai lontano.

Ed è forse questo l’aspetto più interessante dell’esposizione: non una raccolta di cose vecchie, ma il racconto di una comunità attraverso ciò che usava ogni giorno. Dietro una zappa, un utensile domestico o uno strumento da lavoro ci sono le mani di chi li ha utilizzati, la fatica, l’esperienza e spesso anche l’ingegno necessario per affrontare una vita nella quale ben poco veniva sprecato. Il museo acquista così un valore che va oltre quello dei singoli oggetti esposti. Diventa un luogo nel quale chi ricorda può raccontare e chi non ha conosciuto quel mondo può finalmente vederne le tracce.

In una realtà piccola come La Rocca, tutto questo assume un significato ancora più particolare. L’esposizione è infatti anche il risultato di una comunità che ha saputo mettere insieme disponibilità, volontariato e generosità. Chi ha dedicato il proprio tempo all’allestimento e chi ha affidato al museo un oggetto conservato in famiglia ha partecipato, in maniera diversa, allo stesso progetto. Ogni attrezzo donato ha quindi un doppio valore: racconta la funzione per la quale veniva utilizzato, ma conserva anche un legame con la famiglia dalla quale proviene e con le persone che, un tempo, se ne servivano.

La Rocca Ricordi è nata per questo: custodire le tracce della vita di ieri e permettere a chi verrà dopo di noi di conoscerle. Un piccolo museo, dunque, ma con una storia profondamente legata al paese e al territorio che lo circonda. Una storia costruita grazie alle persone che hanno scelto di non lasciare quegli oggetti nell’angolo di una soffitta o di una cantina, ma di rimetterli insieme affinché continuassero a parlare. Perché, a volte, basta davvero un vecchio attrezzo per far riaffiorare un ricordo. E da quel ricordo può cominciare un racconto.

Per informazioni e visite

Chi desidera visitare La Rocca Ricordi e conoscere da vicino la raccolta può contattare il museo al numero 340 241 5387.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Tradizione e identità