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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Le opere d’arte del corso di Sergio Suffredini in mostra a Castelnuovo

C’è un momento, in ogni percorso creativo, in cui il lavoro silenzioso diventa racconto condiviso. È accaduto ieri pomeriggio a Castelnuovo di Garfagnana, dove i partecipanti al corso di pittura guidato da Sergio Suffredini hanno esposto per la prima volta le loro opere, trasformando la sala in un mosaico di colori, tentativi, intuizioni e piccoli grandi traguardi personali.

La mostra nasce da un’idea semplice ma potente: rendere visibile ciò che nasce quando si decide di mettersi in gioco. Un gesto non scontato, soprattutto per chi, come molti dei partecipanti, non aveva mai preso in mano un pennello prima di questo corso.

Suffredini, introducendo il percorso e gli allievi, ha spiegato con chiarezza la filosofia che ha guidato il lavoro: “Questo corso nasce dalla convinzione che tutti proviamo sentimenti profondi e abbiamo bisogno, talvolta, di esprimerli. Ognuno sceglie il proprio linguaggio: c’è chi scrive, chi suona e anche chi dipinge – ha dichiarato – L’arte è un linguaggio, e come tutti i linguaggi va imparato, proprio come si fa con l’alfabeto”

Da qui l’importanza di un percorso strutturato, che non insegna solo tecniche, ma offre strumenti per tradurre le proprie emozioni in immagini. “Ho messo a disposizione la mia esperienza per questo – ha aggiunto l’artista – E mi sembrava giusto mostrare il risultato. Il mio giudizio è molto positivo: i lavori parlano da soli e dimostrano che i risultati ci sono”.

Anche Chiara Bechelli, vicesindaca di Castelnuovo e partecipante del corso, ha preso la parola “Sono state serate molto belle e impegnative, il tempo volava – ha raccontato – Questo significa che siamo stati bene, che ci siamo divertiti, abbiamo imparato a esprimerci come ci ha insegnato Sergio” per poi ringraziare il pittore a titolo personale e come rappresentante della giunta comunale “Queste iniziative fanno da collante per la nostra comunità”

La serata è stata un’occasione non solo per osservare i progressi artistici del gruppo, ma anche per celebrare l’aspetto umano che questo percorso ha portato con sé. In molti, infatti, hanno trovato nel corso non solo un momento creativo, ma anche uno spazio di incontro e condivisione.

“Il gruppo aiuta tanto – ha ricordato Suffredini – Non è solo un’esperienza di pittura, ma anche di socializzazione. E anche questo è un risultato molto positivo”Accanto ai quadri si percepiva infatti l’entusiasmo delle persone, la soddisfazione di chi ha affrontato un timore, la sorpresa di scoprire un talento nuovo o semplicemente la gioia di aver dedicato del tempo a sé stessi.

Ad aver esposto le proprie opere sono stati: Luciana Adami, Chiara Bechelli, Ambra Bonini, Valeria Coli, Antonella De Cesari, Roberta Franchini, Gloria Letari, Michele Pellegrinotti, Patricia Tolaini e Gisella Valdrighi.

La mostra di ieri non rappresenta un traguardo, ma qualcosa di più simile a un inizio. Perché, come ha sottolineato Suffredini: “non c’è limite di età per affrontare l’arte: serve solo la voglia di provarci”.

Ed è forse questo il messaggio più forte che la sala ha restituito ieri ai visitatori: l’arte non è mai qualcosa per pochi, ma un linguaggio aperto a tutti. Basta decidere di impararlo.

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