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Redazione
ANNO XIVmercoledì 14 Ottobre 2026
garfa wellness

Mal di schiena: quanto conta davvero quello che troviamo nella risonanza?

Quando abbiamo mal di schiena, una delle prime domande che ci poniamo è: «Da cosa dipende?»

Molte persone cercano la risposta in una risonanza magnetica. E quando nel referto compaiono termini come ernia, protrusione o discopatia, è facile pensare di aver finalmente individuato la causa del dolore.

Ma un’immagine racconta davvero tutta la storia?

La ricerca scientifica ci dice che non è sempre così.

Ernia e protrusione: cosa ci dice la ricerca?

Uno studio pubblicato nel 2015 ha analizzato gli esami di oltre 3.000 persone senza dolore alla schiena, riscontrando alterazioni degenerative dei dischi anche in soggetti completamente asintomatici.

Questo non significa che ernie e protrusioni siano sempre irrilevanti. In alcuni casi possono contribuire ai sintomi, soprattutto quando sono coinvolte strutture nervose.

Significa, però, che un’alterazione anatomica non coincide automaticamente con la causa del dolore.

Stessa risonanza, sintomi diversi: com’è possibile?

Immaginiamo due persone con un referto molto simile.

La prima ha difficoltà a rimanere seduta a lungo, mentre la seconda avverte dolore lungo una gamba, accompagnato da formicolio.

Le immagini potrebbero essere simili, ma i problemi da affrontare sarebbero differenti.

Per questo motivo, la valutazione non dovrebbe fermarsi al referto.

È importante comprendere dove si manifesta il dolore, quali attività lo modificano, come si comporta il movimento e quanto il problema interferisce con la vita quotidiana.

Quando è davvero necessaria una risonanza magnetica?

Le linee guida internazionali sottolineano che la risonanza non è sempre necessaria nel comune mal di schiena.

La sua utilità dipende soprattutto dalla possibilità di orientare le decisioni cliniche e dalla presenza di specifiche indicazioni mediche.

In altre parole, non sempre avere più immagini significa avere più risposte.

Il ruolo della fisioterapia: dal dolore al recupero del movimento

In fisioterapia, il percorso non si limita a interpretare un’immagine.

L’obiettivo è comprendere come il problema influisce sulla vita della persona e individuare le strategie più appropriate per recuperare le capacità compromesse.

Il trattamento può comprendere tre aree fondamentali:

  1. Gestione del dolore: ridurre i sintomi e migliorare la tolleranza alle attività quotidiane.
  2. Recupero della mobilità: lavorare sui movimenti che risultano difficili o limitati.
  3. Esercizio terapeutico: migliorare forza, controllo e capacità di affrontare progressivamente le attività.

Ogni percorso viene adattato alle caratteristiche e agli obiettivi della persona.

La domanda giusta da farsi

La domanda, quindi, non dovrebbe essere soltanto:

«Che cosa mostra la mia risonanza?»

Ma anche:

«Che cosa riesco a fare oggi e quali capacità posso recuperare?»

Perché il referto descrive un’immagine. La valutazione clinica aiuta a comprenderne il significato.


Fisioterapia Garfagnana

Federico Rocchiccioli — Fisioterapista e Osteopata

📍 Castelnuovo di Garfagnana (LU)

📞 Telefono: 347 9421191

✉️ Email: fisiorocchiccioli@gmail.com

📱 Instagram: @fisioterapia_garfagnana

Fisioterapia Garfagnana — Valutiamo la persona, non soltanto il suo referto.

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