Musica in quota, musica che cerca una rivalutazione dei territori che la ascoltano, musica che parla di un turismo ecosostenibile: questo il cuore del calendario di Musica sulle Apuane, che ha toccato il comune di Bagni di Lucca con un concerto di archi nella Chiesa di S. Maria Assunta, a Benabbio.
La melodia e la storia dell’arte sacra si sono incontrate ieri, nel tardo pomeriggio, a Benabbio, in collaborazione con la Fondazione Michel de Montaigne, in un connubio sempre vincente, legato alla bellezza e alla riscoperta del passato. In apertura i saluti istituzionali del sindaco Paolo Michelini, i ringraziamenti del presidente della Fondazione, Marcello Cherubini, e l’intervento di Ada Macchiarini, vicepresidente del CAI Massa, associazione artefice dell’iniziativa, che ha sottolineato l’importanza della valorizzazione delle Apuane e del nostro appennino, vittime di un brutale estrattivismo e di un turismo tutt’altro che ecosostenibile. A cura della dott.ssa Agnese Benedetti, invece, l’introduzione al “palcoscenico d’eccezione”, con un breve excursus sulla storia della chiesa e del prezioso trittico che contiene.
E poi spazio alla melodia, vera protagonista, con quattro personalità artistiche d’eccellenza, dai curricula prestigiosi: Luisa Bellitto e Tommaso Vannucci ai violini, Jörg Winkler alla viola e Patrizio Serino al violoncello.
La pianista Gioia Giusti ad introdurre il programma: tre compositori, tre mondi.
“Le Dissonanze” di Mozart per iniziare, un tema musicale teatrale, da palcoscenico, che si apre con il caos per poi risolversi in chiave illuminista; segue il quartetto in Do min op 110 di Shostakovich, di cui ricorrono i 50 anni dalla morte: una potente alternanza melodica che il compositore dedicò alle vittime di tutte le guerre e dei totalitarismi, mentre proprio lui viveva la costrizione staliniana. Per concludere Borodin, autore sui generis dell’Ottocento, un chimico che si dilettava con la musica, dalle composizioni caratterizzate da grande cantabilità e facilità melodica.
Un viaggio le cui strade sono le corde accarezzate dagli archetti; lungo la via emozioni disparate, e all’arrivo quel senso di appagamento che solo la musica sa dare, solo la musica ben fatta, la musica dei maestri del passato, proposta a noi dai maestri del presente.











