Venerdì sera sono andata a vedere Nick Cave al festival “La prima estate” a Lido di Camaiore. Ero abbastanza preoccupata per la location che non conoscevo, visto il clima così torrido. In effetti il caldo c’era, eccome; ma la vicinanza del mare lo ha mitigato e la presenza di alcuni alberi ci hanno aiutato a resistere.
Devo dire che ero anche preoccupata anche dal fatto che la zona Pit (quella parte del parterre che divide le prime file sotto il palco da tutto il resto degli spettatori (nata per motivi di sicurezza e ora normalmente acquistabile a prezzi maggiorati) non copriva tutto il fronte palco, per cui non ho cercato di andare davanti ma sono rimasta un po’ laterale. Tutto, però, è andato bene e non ci sono stati eccessi di alcun tipo. Anzi. Mi è piaciuto un sacco che molti abbiano assistito allo spettacolo comodamente seduti senza buttarsi nella mischia.
Nick è arrivato sul palco alle 10.15 e ha terminato il suo show che era quasi l’1. Sotto i riflettori la band, i ‘The Bad Seeds’ (I semi cattivi) al gran completo, con tanto di coriste e coristi gospel in rigorosa tunica argentata scintillante e con l’aggiunta di Colin GreenwoodIl (storico bassista dei Radiohead) che ha suonato con Cave anche negli spettacoli dello scorso anno.
Nel gruppo, su tutti, lo scatenato Warren Ellis al violino, musicista e coautore di molti dei brani firmati da Cave. Non c’è stato durante l’intero spettacolo un momento di calma. Nick al piano, come altre volte. Ma lo spettacolo è stato sempre al massimo della potenza e dello show. Si è fermato solo con l’ultimo brano, il bellissimo ‘Into my arms’, suonato al pianoforte da solo, come ormai fa alla fine dei suoi concerti.
La partenza è stata straordinaria, con “Get ready to love” e Nick che si lancia sulla folla in un turbine di mani che lo sorreggono, lo sostengono, si toccano e lo accarezzano in una liturgia che si ripete nei suoi concerti.
Lo scorso anno aveva fatto un tour con Colin GreenwoodIl che aveva toccato anche il Lucca Summer Festival e che avevo racconto nella mia rubrica, dove dopo varie tappe in cui era rimasto nel suo sul palco, alla fine non ce l’aveva fatta più e, a Roma, aveva coinvolto il pubblico invitandolo a salire con loro.
Il contatto con il pubblico è il suo registro e non ne può fare a meno; è un aspetto davvero coinvolgente e commovente e succede, più o meno, dal lutto per la perdita di due dei suoi figli. Il brano più particolare della serata è stato, per me, “Henry Lee” che è una delle Murder Ballat che aveva eseguito con PJ Harvey negli anni ’90 quando era scoppiato il loro amore travolgente (se lo cercate, c’è il loro video su Youtube dove cantano e si amano proprio su questo pezzo). Lo ha cantato con una delle coriste in un momento di grande spettacolo.
Poi vorrei segnalare la bellissima “Tupelo”, dedicata a Elvis: Tupelo era la sua città natale e la storia racconta che quando Elvis era piccolissimo la cittadina fu colpita da un terribile uragano che la distrusse, ma salvò il grande rocker e la madre. Nick racconta proprio questa storia e, con la sua musica, ci fa rivivere proprio quei momenti drammatici: il pathos e la drammaticità ci sono tutti ed è palpabile la tensione.
E infine il bellissimo pezzo “Red Right Hand”. In effetti, tutti questi brani sono bellissimi e Nick se lo dice e lo riferisce anche al pubblico, presentandoli. “Red Right Hand” è grandiosa ed è uno suoi dei brani più famosi: conosciuto dal pubblico mainstream per essere stato la sigla della serie TV Peaky Blinders. Molti film e serie televisive hanno attinto al suo repertorio, aiutando molto la spettacolarità dell’opera.
L’aneddoto più buffo del concerto è stato che Nick ha creduto di essere a Pisa e lo ha ripetuto varie volte, per poi buttale là un “fucking Italia” per non comprendere il nome del posto. Lido di Camaiore non è cosi facile da ricordare e pronunciare per gli anglosassoni, anzi australiani.
Un concerto davvero straordinario, tra i più belli e sentiti da quando lo seguo. E assisto ai suoi concerti da un po’ di anni, ormai: lo vidi, per la prima volta, al Lucca Summer Festival del 2013. Di questo spettacolo ne hanno parlato un po’ tutti. C’era un grande parterre di pubblico, giornalisti e musicisti ad assistervi. Quindi non poteva mancare nella mia rubrica, tanto mi piace e lo apprezzo.
Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”. Questa estate ci sono tantissimi eventi in arrivo di musica, teatro e molto altro. Per ora vi ricordo gli eventi dell'”International Academy of Music” a Castelnuovo e il meraviglioso festival “Mont’Alfonso sotto le stelle” in Fortezza che è ormai alle porte.









