“Il Centro Antiviolenza è sempre dalla parte delle donne a cui viene negato il diritto di vivere”. Così ribadisce con forza “Non ti scordar di te” dopo la notizia delle scorse settimane, riportata da Il Tirreno e da La Nazione, del ribaltamento della sentenza sulla morte di Ursula Turri, la 49enne trovata priva di vita il 19 novembre 2019 a Barga, da parte della Corte d’Assise d’Appello di Firenze.
“Nel diritto penale italiano – afferma il Centro -, il reato autonomo di femminicidio è stato introdotto dall’art. 577-bis c.p., in vigore dal 17 dicembre 2025. Per il principio di irretroattività della legge penale sfavorevole, i fatti commessi anteriormente non vengono considerati femminicidi, pertanto non possono essere puniti ai sensi di tale disposizione. Ciò non esclude che sul piano sociale siano qualificabili a tutti gli effetti come femminicidi”.
“Il termine femminicidio – spiega Non ti scordar di te – indica l’uccisione di una donna in quanto tale da parte di un uomo. Uccisione indotta da controllo, possesso, discriminazione, limitazione della libertà e misoginia. Secondo i dati ISTAT e del Ministero dell’Interno la maggior parte delle donne uccise viene assassinata da persone che conosce, in ambito familiare o affettivo. Dare un nome a un fenomeno significa riconoscerlo e rappresenta il primo passo per contrastarlo”.
“Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari e a tutte le persone che hanno voluto bene a Ursula Turri – dice il Centro -. Il suo ricordo resterà vivo: noi non la dimenticheremo. Al CAV “Non Ti Scordar Di Te” (0583 766094) sosteniamo le donne nel loro percorso di fuoriuscita dalla violenza, garantendo massima riservatezza, anonimato e gratuità”.
Vittoria Cardella Buonagurelli, operatrice del CAV e vicepresidente della commissione pari opportunità del Comune Di Barga, aggiunge: “Come operatrici del Centro Antiviolenza, non possiamo né vogliamo rimanere in silenzio davanti a ciò che accade nella nostra comunità. I femminicidi rappresentano soltanto la punta di un iceberg: la parte più visibile di un fenomeno molto più ampio e sommerso, che si consuma quotidianamente nelle case, nelle relazioni e nella vita di tante donne, private della libertà, della dignità e, troppo spesso, del diritto stesso di vivere”.
“Al Centro Antiviolenza «Non ti scordar di te» – conclude Buonagurelli -, dall’inizio del 2026 abbiamo accolto più di 25 donne, diverse per età, origine e vissuto. Storie che evidenziano quanto la violenza di genere sia un fenomeno trasversale, che non conosce confini sociali, culturali o anagrafici. Quello che possiamo e dobbiamo fare ogni giorno è mantenere alta l’attenzione e continuare ad informarci. Perché contrastare la violenza significa anche riconoscerla, prevenirla e non voltarsi dall’altra parte”.
Sabato 21 novembre, alle 18, il Centro terrà una conferenza stampa, presso il CAV, durante la quale, come ogni anno, verranno condivisi i dati relativi alle donne accolte e le attività svolte fino ad oggi. Un appuntamento importante, perché il contrasto alla violenza sulle donne è una responsabilità collettiva e riguarda tutta la comunità.