“Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow” è la dark-comedy tutta al femminile che è andata in scena ieri sera al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana.
È stato l’ultimo spettacolo della stagione di prosa 25/26: un’edizione molto positiva, che ha avuto un gran successo di pubblico e che, anche in questa serata finale, non ha voluto far mancare la sua presenza.
La protagonista Paola Minaccioni, coadiuvata da Monica Nappo e Valentina Spaletta Tavella, ha cavalcato in modo grandioso la scena. Una commedia con un ritmo molto serrato, tinta di nero, e con un finale che non può essere positivo – anzi diventa molto cruento – per arrivare alla ‘fine’ della protagonista colpita a morte dalla sua amica.
La storia si svolge in un negozio vintage di abbigliamento abbastanza squallido a New York. Kim (la Minaccioni) è la quarantenne manager del negozio, mentore di Tussie – una aspirante fashion designer non-binaria, molto più giovane, che collabora con lei nella gestione del negozio.
Il loro piano per arrivare al successo è rubare alcuni abiti di alta moda a una ricca cliente e riuscire a venderli nel dark web. La vicenda si complica quando Blatta, vecchia amica di Kim che vende abiti vintage online e ladra di professione, si inserisce di prepotenza tra le due e nella rapina.
Le tre protagoniste rappresentano molto bene la società contemporanea in declino e lo fanno in modo insolito, con un linguaggio a tratti volutamente esagerato, senza preoccuparsi di sembrare ridicole e sentendosi sicuramente fuori posto sia per l’età che per le scelte sessuali. La violenza arriva alla fine in una sorta di resa dei conti tra di loro, ma sopratutto verso la società con cui convivono: quella delle ricche eccentriche che frequentano questi negozi vintage e che acquistano, per noia, abiti d’alta sartoria pagandoli un sacco di soldi – pensando di essere ‘ecologiche’ e di evitare gli sprechi.
Purtroppo, questo successo, è effimero: i soldi che dovrebbero arrivare dalla rapina non sono così tanti e non potrebbero, in alcun modo, cambiare la vita delle nostre protagoniste. Kim è la più ingenua di tutte – e si vede nelle sue scelte, nella sua generosità nei confronti delle due amiche che la considerano molto poco, nelle sue aspirazioni: come far vedere alla sua famiglia che è diventata una manager di successo. E, ovviamente, paga il prezzo peggiore.
«Questa pièce – scrive la regista Cristina Spina – offre uno spaccato di New York attraverso lo sguardo di tre protagoniste femminili. Cosa succede quando persone che si percepiscono scartate dalla società cercano di prendere ciò che credono di meritare? La storia cattura una sensazione familiare a chiunque arrivi a New York: aspettare l’opportunità giusta, sperando che porti al successo». L’autrice del testo è Julia May Jonas, una drammaturga contemporanea di successo le cui opere sono state rappresentate nei teatri più prestigiosi di New York: dal suo romanzo più famoso, “Vladimir”, ne è stata tratta in una serie televisiva con protagonista Rachel Weisz visibile ora su Netflix. La traduzione è invece di Marta Salaroli.
Tra gli usi e costumi americani è messo bene in evidenza anche l’uso sconsiderato delle armi, acquistabili in modo ‘super facile’, che quando la situazione tra le nostre protagoniste peggiora finiscono per essere usate. Sì, la decadenza è palpabile: le protagoniste sono costrette a vivere ai margini di una società più ricca e vedono scorrere davanti a sé la loro vita, fatta di espedienti e piccoli furti, di rimpianti, e di insuccessi. Una vita ai margini di un mondo di consumismi sfrenati e fantomatiche idee ecologiste esclusivamente “per ricche annoiate”.
Insomma, uno spettacolo interessante, ben recitato, che fa pensare alla situazione che viene proposta: quella di un capitalismo sfrenato, nel nome di un sogno americano che non arriva più; ma ci fa anche riflettere sul nostro rapporto con questo mondo, quello degli Usa. Un rapporto che, con il tempo, si è molto limato e che oggi soffre di scelte discutibili con le quali dobbiamo fare i conti.
Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo…. La stagione teatrale continua con gli spettacoli del cartellone “La scena è donna”: il prossimo sarà sabato 21 marzo con “Dov’è la voce mia, vita e storia di Beatrice di Pian degli Ontani” per la regia e la drammaturgia di Michela Innocenti.