Sala consiliare di Palazzo Pancrazi gremita nella serata di ieri per l’incontro pubblico dedicato al nuovo piano comunale delle antenne, promosso dall’amministrazione comunale per illustrare alla cittadinanza lo stato della pianificazione e le possibili future installazioni sul territorio.
Presenti il sindaco Caterina Campani, la responsabile dell’ufficio urbanistica e Alfio Turco, ceo della società Polab incaricata di redigere il piano.
Ad aprire l’incontro è stato proprio Turco, che ha ripercorso l’evoluzione normativa del settore. “Nel 2001 le leggi che disciplinavano le antenne erano soltanto due, oggi siamo arrivati a diciotto norme”, ha spiegato, ricordando anche una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha ribadito come la tutela del paesaggio rappresenti un principio fondamentale da salvaguardare.
Il tecnico ha illustrato il ruolo dei comuni all’interno della normativa nazionale. Pur trattandosi di impianti privati, sebbene di pubblica utilità, gli enti locali hanno il compito di poterne disciplinarne il processo di installazione, cercando di conciliare esigenze diverse. Gli obiettivi indicati dall’amministrazione sono tre: tutelare la salute dei cittadini, garantire la qualità dei servizi di telecomunicazione e limitare il libero arbitrio degli operatori nella scelta delle localizzazioni.
“Le antenne seguono il bisogno del territorio – ha spiegato Turco – Quando un operatore decide di investire in una determinata area lo fa perché dai dati di traffico emerge una carenza di copertura o di capacità di rete”.
La prima fase del lavoro è stata quella del censimento degli impianti esistenti e dell’analisi dei dati radioelettrici. Successivamente sono stati esaminati i programmi di sviluppo presentati dagli operatori. Le richieste attualmente depositate riguardano tre nuovi impianti per TIM e quattro per Zefiro Net (società che gestisce le infrastrutture utilizzate da Iliad e WindTre), per un totale di sette richieste. Nessuna nuova richiesta è stata invece avanzata da Vodafone, in virtù degli accordi di condivisione delle infrastrutture con TIM.
Attraverso simulazioni tecniche, Polab ha elaborato diversi scenari. Le mappe mostrate durante l’incontro rappresentano la situazione più cautelativa possibile, con tutte le antenne ipoteticamente funzionanti alla massima potenza e con tutte le tecnologie contemporaneamente attive. Una condizione che, come spiegato dai tecnici, non si verifica mai nella realtà. Nella pratica, i livelli di emissione risultano generalmente compresi tra il 30 e il 40 per cento dei valori massimi teorici.
Dallo studio sono emerse cinque possibili localizzazioni ritenute compatibili sia dal punto di vista della copertura del servizio sia sotto il profilo sanitario e paesaggistico. Le aree individuate sono:
– Piazzale Alberto Magri (Zefiro Net);
– Tennis Club Barga (TIM);
– Parcheggio di via Piero Gobetti (TIM);
– Parcheggio della zona industriale del Chitarrino (TIM);
– Area del cimitero di Tiglio (Zefiro Net);
– Area del cimitero di Renaio (Zefiro Net);
– Parcheggio di Renaio (Zefiro Net).
In realtà le postazioni effettive sarebbero poi cinque, in quanto tra le due ipotesi di Renaio ne verrebbe scelta soltanto una, così come tra il Tennis Club e il parcheggio di via Piero Gobetti.
Turco ha inoltre ricordato che il quadro potrebbe evolversi ulteriormente: entro il 31 ottobre gli operatori potranno infatti presentare nuovi programmi di sviluppo e ulteriori richieste.
Numerose le domande arrivate dal pubblico. Tra i temi affrontati, i controlli effettuati da Arpat sugli impianti esistenti e le differenze tra tecnologia 4G e 5G. È stato ricordato che le verifiche sulle emissioni vengono eseguite periodicamente e che, ad esempio, un controllo è stato effettuato anche nell’ultimo anno nella zona di via Pietro Funai.
Particolarmente seguita anche la parte finale dedicata al funzionamento dei telefoni cellulari. Turco ha spiegato come i dispositivi dialoghino continuamente con la rete e come l’intensità del segnale influisca sulla potenza di trasmissione del telefono stesso: quando la copertura è scarsa, infatti, il dispositivo aumenta la propria attività per mantenere il collegamento. Da qui anche alcuni consigli pratici, come evitare di tenere il telefono sotto il cuscino durante la notte, poiché il dispositivo, percependo una schermatura del segnale, tende ad aumentare la potenza di trasmissione.
L’incontro si è concluso con l’impegno dell’amministrazione comunale a proseguire il percorso di informazione e confronto con la cittadinanza su un tema che continua a suscitare interesse e attenzione, chiamato a bilanciare innovazione tecnologica, tutela della salute e salvaguardia del territorio.
Foto di Giulia Rapaioli















