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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
barga

Piccole opere pro India compie un passo storico: acquistato il terreno per la Casa madre

i sono notizie che, lette distrattamente, potrebbero sembrare semplici atti burocratici: un terreno acquistato, una registrazione completata, documenti firmati. Ma dietro a quelle righe formali, dietro a numeri e confini catastali, spesso si nasconde qualcosa di molto più grande. A volte si nasconde il futuro.

È il caso di Piccole opere pro India, che nelle scorse settimane – ottenendo anche il plauso dello stato centrale federale India – ha ufficialmente completato l’acquisto del terreno in India destinato alla realizzazione della Casa madre, il progetto più ambizioso dalla nascita dell’associazione. Un passaggio fondamentale, concreto, che segna una nuova fase nel percorso di solidarietà avviato dal gruppo di volontari barghigiani.

Fondata nel 2021, Piccole opere pro India nasce dall’incontro tra la sensibilità di alcuni volontari del territorio e l’esperienza missionaria di Don Shyam, sacerdote indiano allora in servizio presso l’ospedale San Francesco di Barga. Da quel legame è cresciuta una realtà fatta esclusivamente di volontari, senza fini di lucro, impegnata nel migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più fragili del distretto di Kadapa, nell’India meridionale.

Negli anni, l’associazione si è concentrata su un’emergenza primaria e spesso invisibile: l’accesso all’acqua potabile. Un impegno che si è tradotto nella costruzione e ristrutturazione di pozzi nei villaggi più colpiti dalla siccità. Ad oggi sono 20 i pozzi già realizzati, su un totale di 27 interventi programmati, restituendo salute, sicurezza e dignità a centinaia di persone.

Oggi, però, Piccole opere guarda oltre. Con l’acquisto ufficiale di 4.050 metri quadrati di terreno nel villaggio di Rasool Palli, nel distretto di Kadapa, l’associazione mette le basi per un progetto strutturale e duraturo: la Casa madre, un centro stabile di accoglienza e formazione destinato ai più fragili.

L’operazione è stata completata in collaborazione con la Yogananda Foundation, partner locale che da anni affianca Piccole opere sul territorio, garantendo trasparenza, correttezza amministrativa e un dialogo diretto con le comunità locali. I documenti ufficiali attestano il completamento delle procedure governative e la regolare registrazione del terreno, avvenuta nella prima settimana di dicembre.

Come ha spiegato Riccardo Luschini, presidente e fondatore dell’associazione, questo acquisto rappresenta molto più di un passaggio formale. È il primo mattone di un sogno condiviso, costruito passo dopo passo grazie alla fiducia di tante persone. La Casa Madre sarà un luogo di accoglienza, cura e opportunità, un punto di riferimento stabile per chi oggi non ne ha.

Il progetto della Casa madre prevede spazi multifunzionali: dormitorio, mensa, laboratori artigianali, sale per la formazione, un piccolo poliambulatorio. Un luogo pensato non solo per offrire assistenza, ma per favorire autonomia, riscatto e futuro.

Fondamentale, come sempre, il legame con il territorio. Eventi solidali, cene, iniziative benefiche e il sostegno di singoli cittadini continuano a rappresentare la linfa vitale dell’associazione. Piccole opere è una realtà aperta, che vive di relazioni, fiducia e partecipazione attiva.

Le distanze sembrano incolmabili e le emergenze si moltiplicano, ma l’acquisto di quel terreno in India racconta una storia diversa: quella di una comunità che, pur partendo da lontano, si fa sentire. Senza clamore, senza grandi proclami, ma con costanza e memoria.

Il cambiamento non arriva con gesti eclatanti, ma con passi silenziosi e concreti. E un terreno acquistato, oggi, può diventare domani una casa, un riparo, una possibilità.
Un luogo dove le piccole opere, ancora una volta, sapranno diventare qualcosa di grande.

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