Un invito condiviso a non voltarsi dall’altra parte di fronte alle fragilità sociali, ma a farsi comunità attiva e solidale.
Una nutrita ed interessata platea – tra cittadini, autorità, volontari e membri del clero – ha preso parte oggi pomeriggio all’incontro “Piccoli passi possibili – ascoltare le fragilità: volti e storie di povertà nella Valle del Serchio” in sala Suffredini a Castelnuovo di Garfagnana.
L’evento si è sviluppato partendo dalle riflessioni sui dati del Dossier Caritas 2025 su Povertà e Risorse dell’Arcidiocesi di Lucca. “La differenza tra speranza e disperazione consiste nel decidersi di percorrere piccoli passi possibili – ha scritto l’arcivescovo Paolo Giulietti nella prefazione del dossier –. Non basta infatti coltivare sogni e desideri, se non ci si avvia concretamente a realizzarli, iniziando a muoversi nella direzione del loro compimento”.
Il primo intervento è stato quello di Rebecca Moscardini, consigliera del comune di Castelnuovo con delega al sociale. La capogruppo ha ringraziato tutte le associazioni che ogni giorno operano per supportare il fenomeno in crescita della povertà, facendo una menzione particolare per la Caritas e i suoi numerosi centri di ascolto nell’arcidiocesi di Lucca. “Tutti coloro che si adoperano per il bene comune non solo volontari, ma missionari perché portano nel cuore la missione di aiutare il prossimo” ha detto Moscardini.
Successivamente ha preso la parola don Simone Giuli. Il direttore di Caritas Lucca ha parlato di quanto la povertà sia stato un tema molto caro per molti papi, come Francesco che aveva istituito nel 2017 la Giornata Mondiale dei Poveri, ripresa dall’attuale pontefice. Ha elencato poi alcuni dati riportati nel dossier, spiegando i diversi tipi di povertà esistenti ed i progetti attualmente attivi. “I problemi più evidenti sono quello della solitudine delle persone anziane, sempre di più e sempre più sole, dei working poor, lavoratori poveri, e la povertà minorile ed educativa. Per questo Caritas ha avviato molti progetti per aiutare le persone in difficoltà” ha evidenziato.
Ha quindi preso la parola la dottoressa Elisa Matutini, ricercatrice in sociologia generale presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, la quale ha portato un interessante contributo approfondando i dati a disposizione e rimarcando l’importanza di sviluppare un ragionamento il più vicino possibile alle caratteristiche dei vari territori. La sua esposizione ha inoltre evidenziato alcune caratteristiche relativamente a chi chiede aiuto come la percentuale dei uomini e donne, di stranieri e italiani o la fascia d’età più in difficoltà. “Negli ultimi anni – ha riportato – il numero delle persone che si sono rivolte ai centri di ascolto è aumentato, questa è una tendenza che riguarda tutta l’Italia. Nel 2024 gli accessi ai centri sono stati di 2601 persone, inserite in contesti familiari di cui 1.430 straniere e 1.171 italiane, 129 persone in più del 2023. Quasi tutte sono persone adulte in età lavorativa, la presenza maschile (53,4 per cento) supera di poco quella femminile (46,6 per cento)”.
Prima del dibattito, si è svolto il penultimo intervento, quello di Luigi Grassi, vice direttore Caritas Valle del Serchio che ha voluto cominciare citando Papa Paolo VI, colui che nel 1971 fondò la Caritas: “Quando tanti popoli hanno fame, quando tante famiglie soffrono la miseria, quando tanti uomini vivono immersi nell’ignoranza, quando restano da costruire tante scuole, tanti ospedali, tante abitazioni degne di questo nome, ogni sperpero pubblico o privato, ogni spesa fatta per ostentazione nazionale o personale, ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili ascoltarci, prima che sia troppo tardi”. Luigi Grassi ha nuovamente analizzato alcuni dati preoccupanti sull’aumento del costo della vita, il numero di poveri in Italia che è arrivato a 5,7 milioni, riguardando il 9,8 per cento della popolazione.
Dopo un momento dedicato al dibattito con i presenti in sala, l’ultima parola è stata quella di Raffaella Mariani, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, che ha ricordato l’importanza di fare rete e della necessità di interventi, specie in aree interne come la Garfagnana, che necessita di supporti diversi dalle grandi aree urbane.
Dalla riflessione sui dati del dossier Caritas è emersa la consapevolezza che la povertà è una questione economica che va a toccare molteplici aspetti della biografia di una persona come quelli sociali, che intervenire è fondamentale per restituire dignità, offrire speranza e costruire legami. Un piccolo passo alla volta.
Foto di Elisa Togneri
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“Piccoli passi possibili”: dal dossier Caritas indicazioni per una comunità solidale
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