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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
Valgimigli 60 e le Muse a Coreglia

Premio Manarino, il concorso dedicato alla fiaba torna a Coreglia per celebrare Valgimigli

Coreglia Antelminelli, sospesa tra Appennino e Serchio, tra natura e memoria, storia ed arte, nei primi decenni del Novecento diventa un piccolo ma significativo crocevia culturale. In questo scenario non solo transitano, ma sostano e si confrontano letterati, artisti e intellettuali che trovano in questo borgo un luogo di autenticità e di ispirazione.

Tra loro spicca Manara Valgimigli nel ruolo di tessitore di relazioni: seppe cogliere in Coreglia non solo la suggestione paesaggistica, ma anche un fertile terreno di dialogo intellettuale.  Non a caso, proprio qui si diffonde la percezione che “qui si sente il vero”: la verità dell’arte non separata dalla vita quotidiana, la letteratura che s’intreccia con il territorio e con le persone, la cultura che si radica nella concretezza di un luogo capace di ispirare e di accogliere.

Questa cornice diventa così la premessa indispensabile per raccontare il legame tra Manara Valgimigli e Coreglia Antelminelli, una storia che unisce il respiro universale della letteratura alla vitalità di questo borgo toscano.

Nel 1969, due anni dopo la sua scomparsa, nacque il Premio Manara Valgimigli per un racconto inedito, con l’intento di onorarne la memoria e, al tempo stesso, di scoprire e valorizzare le virtù di nuovi scrittori.  Fecero parte della giuria Renzo Papini, Remo Teglia, Guido Ragli, Guglielmo Lera e poi Giovanni e Daniela Marchetti, Giorgio Valgimigli, Carlo Tognarelli – autore di brillanti pagine di letteratura vernacola coreglina – Liliana Innocenti, Fortunato e Rosanna Santoro a cui si aggiunsero più tardi Gian Gabriele Benedetti e Mario Lena. Quel premio fu il segno tangibile della volontà di mantenere viva la lezione di Valgimigli, che metteva la centro la parola come strumento di dialogo e crescita civile.

Ma perché insieme al premio Manara Valgimigli non organizzare un Manarino per i piccoli?” Il suggerimento di Carlo Santoro, figlio di Rossana e Fortunato, membri del Comitato Premi Letterari, fu accolto con entusiasmo. Così, nel 1994 prese vita il Premio Manarino, un concorso dedicato alla fiaba dove, attraverso le scuole, i giovanissimi potevano assumere il ruolo dei protagonisti nel giudicare i testi pervenuti.

Vieni a vedere le ben tagliate cime dell’Alpe Apuana e le rotonde masse degli Appennini […] alla stazione di Borgo a Mozzano prendi la diligenza di Castelnuovo e scendi al Ponte di Campia . Lì domanda di me: ognuno ti risponderà e guiderà.” Così scriveva Giovanni Pascoli a Manara Valgimigli nella sua missiva del 31 agosto 1898 concludendo con l’affettuoso saluto: “Ti abbraccio caro Manarino”. Da quell’appellativo nacque il nome stesso del Premio.

Oggi, a distanza di sessant’anni dalla morte del filologo e letterato, Coreglia torna a raccogliere quell’eredità riprendendo il ponte tra memoria e futuro. Nasce una nuova edizione del Premio Manarino per una fiaba inedita, a celebrare nuovamente la figura di Valgimigli e rinnovare la vocazione del borgo a farsi crocevia di voci, storie, immaginazione.

A giugno si sono chiuse le iscrizioni al nuovo bando del Manarino e l’iniziativa ha riscosso un successo straordinario: ben 89 sono le fiabe giunte da tutta Italia, segno concreto che il richiamo di Valgimigli continua a stimolare la creatività narrativa.

Il percorso troverà compimento a dicembre, con la cerimonia di premiazione: la fiaba vincitrice sarà illustrata dai ragazzi delle scuole, in un dialogo creativo che unisce adulti e giovani, scrittori e lettori, parola e immagine.

Così Coreglia riafferma il proprio ruolo di laboratorio culturale, un luogo dove “si sente il vero” anche attraverso la magia del narrare. E il sessantesimo anniversario della morte di Manara Valgimigli diventa non soltanto occasione di ricordo, ma anche di rinascita: un invito a continuare a scrivere, raccontare e immaginare, con la stessa autenticità che il grande intellettuale seppe riconoscere in queste terre.

Lucia Morelli

Storica dell’arte. Educatrice museale e formatrice nell’ambito della pedagogia delle arti. Consulente per istituzioni culturali, scuole, enti pubblici e fondazioni private. Presidente dell’associazione culturaleVenti d’Arte APS, impegnata a dar forma e sostanza ad iniziative a carattere culturale, artistico, sociale ed educativo. Specializzata in Storia dell’architettura vernacolare, collabora con l’Università di Pisa a progetti di ricerca sullo studio del patrimonio. Autrice di articoli per volumi e riviste specializzate, è recentemente uscito il libro “Architettura vernacolare in Garfagnana”, a cura di D.Ulivieri, di cui è coautrice. 

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